Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA. IL PORTO

Movimento merci: 4 milioni di tonnellate

Nel 2025 tra acqua, gomma e rotaia: e oggi super trasporto. Navigabilità, la flotta Aipo

Fulvio Stumpo

Email:

redazione@laprovinciacr.it

20 Marzo 2026 - 05:15

Movimento merci: 4 milioni  di tonnellate

CREMONA - La Zona logistica semplificata, volano della logistica, va ad inserirsi su una struttura già ben avviata, che di fatto, avendo a disposizione un porto, coniuga perfettamente l' intermodalità classica: acqua, rotaia e gomma. Lo certificano le cifre del 2025: su ferrovia sono arrivati a Cremona più di 54mila vagoni, vale a dire merci per tre milioni e 250mila tonnellate. Per il trasporto su gomma non ci sono ancora i dati ufficiali, ma partendo da quelli relativi al 2023 (715mila tonnellate) e al 2024 (813mila tonnellate) si stima che, nel corso del 2025, la merce arrivata al porto su camion si attesti quasi sulle 900mila tonnellate. Fanalino di coda il trasporto su acqua: circa 3.500 tonnellate, ma le previsioni per il 2026 sono di aumento, visto che solo nei primi tre mesi si sono toccate le 2.000 tonnellate. Cifre che, rispetto alle altre, sembrano poca cosa; ma dalla Provincia, ente gestore del porto, sottolineano che «si tratta di carichi eccezionali con un alto valore aggiunto e il cui trasporto, essendo pezzi fuori sagoma, se fosse fatto su gomma, avrebbe un notevole impatto in termini di sicurezza della circolazione, inquinamento e usura dell'infrastruttura stradale. Da non sottovalutare anche la difficoltà di trovare percorsi privi di ostacoli fisici».

A tal proposito oggi pomeriggio, per la ditta Fagioli, dal porto cremonese, partirà la chiatta Java con a bordo due scambiatori (macchinari per le industrie petrolifere) di quasi 200 tonnellate ciascuno, e ‘scendendo’ il Po fino a Porto Marghera verranno trasbordati su una nave oceanica con destinazione Nigeria.

I dati relativamente bassi per quanto riguarda la movimentazione fluviale sono dovuti anche all'incertezza delle condizioni di navigabilità del Po, o meglio del medio corso, quello che più interessa Cremona e il suo territorio, troppo dipendenti dal livello del fiume. Nel 2022, ad esempio, non è arrivato quasi nulla, e come si è visto l'anno successivo sono bastati pochi mesi di normalità a far riprendere la navigazione industriale.

Mantova, invece, può fruire di una struttura idroviaria, il Fissero-Tartaro-Canal Bianco-Po di Levante, che la collega al mare con un percorso di circa 135 km, mentre a Cremona, quando il fiume è basso, a volte le chiatte devono aspettare all'ormeggio che il livello si alzi. Lo scorso anno è successo due volte, nonostante gli sforzi Aipo, che spedisce di fronte al mandracchio qualche imbarcazione per dragare il fondo (e a volte non basta). L'Agenzia per il Po infatti può contare su due draghe, di ditte private, che ovviamente devono poter intervenire su miglia e miglia di fiume, mentre la flottiglia dei meatori, le note “barche gialle” che controllano il livello, è formata da 10 imbarcazioni.

Per il 2025 non sono ancora disponibili i dati dei giorni utili per la navigazione. Dall'Aipo fanno sapere che «dall'anno scorso è in corso una revisione delle modalità di calcolo dei fondali», e che «le elaborazioni saranno rese note a giorni». Anche se da alcune osservazioni si ricava che i periodi di magra sono stati molto brevi, con punte tra fine giugno e metà agosto.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400