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CREMA. LE STRATEGIE PER LA TERZA ETÀ

«Alzheimer e Parkinson, più spazi all’assistenza»

Ormai un quarto dei cremaschi oltre i 65 anni e aumentano le patologie degenerative. Il presidente della Benefattori Risari propone agli ex Stalloni la ‘casa’ anti-ricoveri

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

19 Marzo 2026 - 05:05

«Alzheimer e Parkinson, più spazi all’assistenza»

CREMA - Più di un quarto dei cremaschi appartiene alla fascia di età oltre i 65: sono 9.362, ovvero il 27,5% del totale, dato Istat aggiornato al primo gennaio.

Una città nella città che ha sempre maggior bisogno di cure e assistenza.

E con l’aumento della popolazione anziana crescono in maniera esponenziale le malattie degenerative, in primis l’Alzheimer e quelle che riguardano il movimento, come il Parkinson.

Gianni Risari, presidente della Fondazione Benefattori Cremaschi (ente gestore degli storici centri cittadini per la terza età), rilancia quindi la proposta di destinare una fetta della futura riqualificazione degli ex Stalloni, per farne anche un centro per chi soffra di queste patologie, tipiche della terza età. «Sono in continuo aumento e lo saranno sempre di più — esordisce —: il ricovero in una struttura sanitaria assistenziale è solo l’ultima fase del processo della malattia. Dobbiamo renderci conto che l’assistenza va garantita in anticipo, anche per sollevare i familiari, sin dai primi sintomi della malattia. Ci troviamo nella necessità di recuperare risorse da destinare a questa emergenza, che oggi non abbiamo».

sasa

Per Risari il progetto Casa Stalloni dovrà comprendere questa impostazione. «Il centro del welfare dovrà essere pensato anche come assistenza a queste persone. Si potrebbero, ad esempio, collocare in via Verdi le nuove sedi delle associazioni Aima, che da anni si occupa dei pazienti con Alzheimer e La Tartaruga, che segue chi abbia il Parkinson. Poi sviluppare iniziative per consentire a familiari, pazienti e volontari di condividere le loro giornate. Scientificamente è provato che chi ha queste malattie, se inserito in un contesto simile, ha benefici importanti e ricorre meno ai farmaci».

Se per l’assistenza ai fragili si devono costantemente affrontare nuove sfide ed emergenze, che coinvolgono tutti gli enti del territorio, dal Comune all’Asst sino alle Rsa, c’è fortunatamente un vasto comparto di over 65enni che gode di buona salute e rappresenta una risorsa.

«A loro ci rivolgiamo con numerose proposte che guardano al futuro — sottolinea l’assessore al Welfare Anastasie Musumary — penso ad esempio al corso di alfabetizzazione informatica, che abbiamo inaugurato l’anno scorso e che, visto il crescente successo, vogliamo portare avanti. Poi gli accordi con associazioni come l’Arci di San Bernardino per le proposte ricreative estive. E non dimentichiamo l’associazione Volontariato 2.000, che porta negli oratori e dunque anche nei quartieri numerose attività per la terza età. E spesso i volontari sono gli stessi anziani che danno supporto e sostegno alla solitudine dei coetanei. Ad esempio nell’Auser, che rimane fondamentale per servizi come trasporto e spesa e alla quale confermiamo il contributo da 15mila euro. Altri 20mila vanno alla Croce rossa non solo per i trasporti, ma anche per servizi sanitari e di presidio medico».

Una Crema sempre più con i capelli grigi, nel contesto generale di una popolazione che ha ripreso a crescere, seppur lentamente, tornando verso i livelli degli anni pre Covid. Nel 2019 Crema aveva raggiunto i 34.500 abitanti, il suo massimo storico, salvo poi perdere, anche per le tragedie della pandemia, oltre 530 residenti in soli due anni. Dopo un 2022 di ulteriore lieve calo, nel 2023 e poi ancora nel 2024, l’indice demografico è tornato in positivo: a inizio 2025 la città contava 34.012 abitanti, con un recupero, nell’arco dei due anni, di 93 residenti.

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