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SCUOLE PROVINCIALI: LE ISCRIZIONI

Exploit al Munari: nelle prime +34%

Il Galilei perde il primato di adesioni, alla Vailati incremento del 28%. A settembre 2026 in aula 1.187 remigini contro i 1.311 dell’anno scorso

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

18 Marzo 2026 - 08:27

Exploit al Munari: nelle prime +34%

(foto IA)

CREMA - Il Galilei perde il primato, mentre si segnala l’exploit del Munari, che comprende sia l’artistico sia il liceo delle Scienze umane, dislocati rispettivamente in via Piacenza e largo Falcone e Borsellino. L'incremento è degno di nota: un aumento delle iscrizioni alla classe prima pari al 34%.

I dati diffusi dall’Ufficio scolastico provinciale permettono di dare uno sguardo complessivo anche alla situazione degli istituti comprensivi della città e del circondario, ovvero quanti sono gli attuali iscritti in prima elementare e prima media in vista del mese di settembre.

Nel caso delle elementari, da segnalare una uniforme perdita di bambini per tutte le scuole del distretto cremasco. Nel complesso a settembre ci saranno 1.187 remigini rispetto ai 1.311 dell’anno scorso. Il calo demografico si fa sentire. In picchiata le iscrizioni ai comprensivi Crema 3 e Crema 1, Levi di Sergnano e Chiesa di Spino d'Adda, tutti con oltre il 20% in meno.

Più altalenante la situazione alle medie con risultati anche molto positivi — come il +28% di iscritti in prima media del comprensivo Crema 1 e il +9% del Calvi di Rivolta d'Adda — e tonfi pesanti, come il -14% per Trescore Cremasco e Crema 2.

Tornando alle superiori e partendo dall’alto, è importante il balzo in avanti del Munari. L’istituto di via Piacenza, guidato dall’estate scorsa dal preside Simone Fermi Berto, vedrà crescere di ben 79 effettivi i propri primini, salendo dai 231 iscritti del 2025 agli attuali 310, il che significa un incremento del 34%.

Come detto, il Galilei di via Matilde di Canossa perde la leadership. L’anno prossimo in prima, tra liceo delle Scienze applicate e il biennio comune di chimica, informatica e meccanica, ci saranno 258 ragazzi e ragazze contro i 323 di quest’anno. Un calo di 75 unità equivalente al 20%.

Si mantiene in linea il Pacioli, con un lieve incremento, da 310 a 315 studenti nelle prime. Bene lo Sraffa Marazzi che vede i propri primini passare dai 195 di quest’anno ai 227 annunciati per settembre (+16%). Stabili i tre licei classici, scientifico e linguistico del Racchetti da Vinci. C’è un lieve incremento inferiore al 2%, da 228 a 233 iscritti.

Alla sede cittadina dell’agrario Stanga si sono detti interessati 56 studenti di terza media, rispetto ai 64 di un anno fa, il che significa un -12,5%. Infine il corso quadriennale della Casearia di Pandino, afferente sempre allo Stanga, con un +28% di iscritti. Un vero e proprio boom, anche se facilitato dai numeri molto piccoli. L’unica classe prima passerà da 18 a 23 alunni.

«Per quanto riguarda il nostro istituto comprensivo, che comprende le scuole dell’obbligo di Spino d'Adda e Dovera» – commenta il dirigente scolastico Enrico Fasoli – «direi che la situazione si mantiene ormai da oltre un decennio piuttosto stabile. Come numero di iscritti alle classi prime non ci sono mai stati evidenti sbalzi, a parte l’exploit del 2025, dove per la prima elementare abbiamo superato quota 100 alunni, tanto che quest’anno abbiamo quattro sezioni a Spino, invece delle tre tradizionali. A settembre torneremo a quel numero di classi, confermando inoltre la prima a Dovera. Credo che sul dato molto alto dell’anno scorso abbia influito l’arrivo di diverse coppie di genitori con figli piccoli, che si erano trasferite a vivere a Spino nel post pandemia. Ciò ha portato ad avere più bambini del solito in età da prima elementare nel 2025».

Paola Orini, dirigente scolastico del Galilei, fa il punto. «Indubbio che ci sia un calo, dovuto in parte al cosiddetto inverno demografico: sapevamo che prima o poi la costante diminuzione delle nascite avrebbe avuto un impatto anche alle superiori. Ci sono anche altri fattori. Da anni la Fondazione Agnelli ci ha messo al top tra le scuole superiori della Provincia, forse qualche genitore e studente si è spaventato, pensando che frequentare Itis e liceo delle Scienze applicate sia un’impresa titanica. La realtà è diversa: sono anni impegnativi, nessuno lo nega, ma si possono affrontare serenamente. Nella scelta va ponderato anche il futuro dei ragazzi: ricordiamo che i nostri diplomati hanno la strada spinata per entrare nel mondo del lavoro. I tanti che invece scelgono di proseguire gli studi, all’università o con la terza via dei corsi Its di alta formazione, beneficiano della preparazione acquisita nel quinquennio».

Peraltro, non tutto il male viene per nuocere. «Rimaniamo una scuola molto popolosa e non nascondo che un lieve ridimensionamento del numero delle future classi prime ci consentirà di avere qualche spazio in più», conclude Orini.

In ogni caso i conti si faranno a settembre. Tra ripensamenti e iscrizioni tardive, i dati delle iscrizioni potrebbero variare non di poco.

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