L'ANALISI
SONCINO
17 Marzo 2026 - 12:13
SONCINO – L’idea, con ogni probabilità, era ben diversa. Entrare, puntare ai pezzi da aste per milionari, prendersi il tempo necessario e sparire nel buio con un bottino pesante. Invece no. Perché a scombinare i piani della banda, ieri notte, ci hanno pensato un cittadino che ha visto qualcosa di strano davanti alla galleria e la rapidità delle pattuglie, arrivate sul posto in una manciata di minuti.
Risultato: vetrina spaccata, fondo cassa sparito, qualche orologio commerciale arraffato in fretta e furia e il caveau degli orologi più pregiati rimasto intatto. Sarebbe andato così, stando alla prima ricostruzione dei carabinieri, il colpo mezzo messo a segno in via Borgo Sera ai danni di una delle attività più note e delicate del borgo, un’orologeria che custodisce anche modelli di lusso dal valore di diverse decine di migliaia di euro a modello.

L’intervento è scattato più o meno intorno alle 3.30, quando un passante ha notato movimenti sospetti davanti all’esercizio commerciale e ha composto al volo il 112. Una telefonata che, col senno di poi, ha pesato parecchio. Perché mentre nel negozio si muovevano i ladri, già stavano partendo le pattuglie della stazione di Romanengo e la Radiomobile di Crema. E intanto, quasi in contemporanea, si attivava pure l’allarme dell’attività.
La tecnica usata per sfondare l’ingresso dice già qualcosa di più sulla gang: i malviventi hanno infatti utilizzato due estintori come ariete per mandare in frantumi la porta a vetri della gioielleria. Una volta dentro, però, avrebbero dovuto fare i conti con il tempo ridotto all’osso. E così, anziché arrivare al colpo da Lupin III, si sono dovuti accontentare di ciò che era più facile prendere e mettersi in tasca, cioè banconote e lancette un po' più 'cheap' (ma non troppo).
Insomma, più che il furto della vita, una spaccata rimasta a metà. L’impressione degli investigatori, nemmeno troppo difficile da intuire, è che la banda puntasse a qualcosa di ben più sostanzioso ma sia stata disturbata dall'ottima accoppiata cittadino-Arma. Tanto più che in zona, poco dopo, sono stati trovati un furgone e un’auto, entrambi rubati: il primo in provincia di Brescia, la seconda proprio a Soncino.
Mezzi che si presume siano stati usati dai ladri per raggiungere e lasciare la zona della razzia, poi recuperati dai militari per i rilievi del caso e restituiti ai legittimi proprietari. Non è andata bene, insomma, ma poteva andare decisamente peggio. E soprattutto non mancano gli elementi per pensare a un fascicolo di quelli che si potrebbero chiudere col nome dei responsabili. Perché parrebbe fossero incappucciati, ma l'hanno tentata nella cittadina più videosorvegliata della provincia, in pieno centro e qualche passo falso l'hanno fatto.
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