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LA STORIA: GIULIA E JANNIK

‘Quel rovescio all’incrocio’ firmato Sinner

Aveva confortato e incontrato Gardani dopo l’incidente. Ora la fascetta-dedica sulla copertina del libro «Il suo sorriso e la sua energia una lezione per tutti noi»

Elisa Calamari

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17 Marzo 2026 - 05:10

‘Quel rovescio all’incrocio’ firmato Sinner

Sinner, Gardani e il marito Maj

SPINADESCO - «Il suo sorriso e la sua energia positiva sono una lezione per noi tutti»: parole del campione Jannik Sinner, numero due del tennis mondiale e freschissimo vincitore del master 1000 di Indian Wells, che firma la fascetta di copertina del libro sulla storia della tennista cremonese Giulia Gardani. Scritto dal giornalista piacentino Thomas Trenchi, si intitola Giulia - Quel rovescio all'incrocio, edizione Officine Gutenberg.

L'INCIDENTE

Come aveva raccontato in una intervista, Giulia non ricorda quei maledetti secondi che il 20 agosto 2023 le hanno cambiato la vita, non ricorda l'auto che ha travolto lei e il marito Matteo Maj mentre stavano passeggiando a Manhattan. Di quell'ultima sera del viaggio di nozze negli Stati Uniti ricorda solo la tappa sull'Empire State Building, la camminata «nel nostro giardinetto preferito», le chiacchiere mentre stavano per tornare in hotel. Poi il buio, seguito dal risveglio al Bellevue Hospital Center di New York.

LE CONSEGUENZE

Per la tennista e istruttrice federale, originaria di Spinadesco e ora residente a Piacenza, la diagnosi era stata spietata: tetraplegia con lesione incompleta. Da lì è iniziata una partita diversa, la più difficile: la lotta contro il dolore, le continue operazioni, la paura, la perdita del controllo sul proprio corpo. E ogni dettaglio della sua esistenza e di se stessa messo in discussione. Anche lo sport che però non ha mai abbandonato.

IL LIBRO

Attraverso la metafora del tennis, il libro, che passa dalla prefazione di Stefano Meloccaro ad alcuni interventi di Sinner che l'ha incontrata e incoraggiata, racconta il prima e il dopo. La vita della giovane promessa del tennis cremonese con la racchetta quasi estensione del corpo, poi lo shock di perdere tutto in un attimo e infine l'ostinato tentativo di ricostruirsi senza piangersi addosso. Il libro sarà presentato da Trenchi e Gardani sabato 21 marzo 2026 alle 18, al Teatro Filodrammatici di Piacenza.

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