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L'ANNIVERSARIO

Trent'anni di suono e maestria: la liuteria cremonese celebra il Consorzio Antonio Stradivari

Una storia costruita sul saper fare e sul legame forte con la musica. Oltre 500 iniziative organizzate e il Quartetto di Cremona per celebrare l'impegno collettivo

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

14 Marzo 2026 - 17:42

Trent'anni di suono e maestria: la liuteria cremonese celebra il Consorzio Antonio Stradivari

Soci del consorzio Stradivari alla presentazione del Quartetto collettivo

CREMONA - Sono 53 maestri liutai che insieme perseguono l’idea di un comune agire nel nome della liuteria ‘made in Cremona’. Sono i soci del Consorzio liutai Antonio Stradivari che quest’anno festeggia i 30 anni di vita. Si tratta di un bel traguardo, che verrà festeggiato venerdì prossimo con un concerto affidato al Quartetto di Cremona all’auditorium Arvedi.

Costituito il 29 febbraio 1996 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la liuteria contemporanea cremonese, per il Consorzio Liutai Antonio Stradivari Cremona «il traguardo dei trent’anni rappresenta un momento di grande valore non solo per il Consorzio, ma per l’intera comunità liutaria tradizionale cremonese» — spiega il presidente Giorgio Grisales —. Tre decenni di attività testimoniano infatti continuità, coesione e capacità di rinnovamento nel rispetto di un sapere antico tramandato nei secoli. In un contesto globale in continua evoluzione, questo anniversario conferma la forza di una tradizione che, grazie all’impegno condiviso dei maestri liutai, ha saputo preservare autenticità, qualità e identità, consolidando il ruolo di Cremona come capitale mondiale della liuteria.

Una mostra

Nel corso della sua attività il Consorzio ha promosso oltre 500 iniziative tra concerti, esposizioni e partecipazioni a fiere nazionali e internazionali, contribuendo alla diffusione della cultura liutaria cremonese e rafforzando il dialogo tra artigianato, musica e istituzioni. «Con grandissimo orgoglio, il Consorzio Liutai Antonio Stradivari celebra il trentesimo anniversario della nascita» — conclude Grisales —. La sua storia testimonia come la liuteria sia un punto di incontro e di interesse comune, un luogo di dialogo, di scambio di idee e di condivisione di intenti, capace di far crescere e rafforzare, nel tempo, gli ideali del Saper Fare Liutario cremonese. È proprio questa tradizione, viva e condivisa, a rappresentare per la nostra città un’eccellenza di rilievo mondiale: un’eredità riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, che proietta la liuteria artigianale contemporanea nel futuro e Cremona nel mondo.

Protagonista della serata di venerdì sarà il Quartetto di Cremona, fondato nel 2000 presso l’Accademia Stauffer e oggi riconosciuto tra le formazioni cameristiche più autorevoli a livello internazionale. L’ensemble – composto da Cristiano Gualco e Paolo Andreoli ai violini, Simone Gramaglia alla viola e Giovanni Scaglione al violoncello – ha celebrato nel 2025 i venticinque anni di attività mantenendo la formazione originale.

Quartetto di Cremona

«Il Quartetto di Cremona ha deciso di celebrare con emozione e profondo legame i trent’anni del Consorzio Antonio Stradivari, un’istituzione a cui è legato fin dalla nascita del gruppo, ormai venticinque anni fa» — ha dichiarato Simone Gramaglia —. È una storia di affinità profonda, radicata a Cremona, città in cui il suono diventa materia viva: tra botteghe di liutai, profumo di vernici e tracce invisibili di un sapere antico che continua a pulsare nel presente.

Il Consorzio Antonio Stradivari, nato proprio per custodire e diffondere il sapere liutario cremonese, è da trent’anni il cuore pulsante di una città che continua a essere sinonimo di perfezione artigianale e ricerca sonora. Il legame con il Quartetto di Cremona è naturale, quasi inevitabile: strumenti nati da un’antica tradizione che affonda le radici a Cremona, nei grandi maestri Amati e Stradivari, e che da qui si è irradiata nel mondo, portando ovunque la voce unica di questa terra. E così oggi ci ritroviamo – artisti, liutai, pubblico, amici – a celebrare non solo due anniversari, ma un ponte di trent’anni di arte, fiducia e passione condivisa. Ci auguriamo che questa storia prosegua ancora a lungo, con la stessa intensità del primo giorno, tra avventure, suoni e quella meraviglia fragile e potente che chiamiamo semplicemente musica».

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