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ASSEMBLEA PROVINCIALE. IL VIDEO

Azzali segretario provinciale Pd: «Ripartire dai circoli per rilanciare il partito»

Consenso unanime: 51 preferenze sui 51 votanti

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

14 Marzo 2026 - 16:17

Nuovo segretario Pd, urne aperte

CREMONA - «Attenzione particolare al territorio e ai nostri circoli: da lì dobbiamo partire per rilanciare l’azione del Pd». E poi l’impegno «sulle tematiche che ci contraddistinguono: la Sanità, i trasporti, il contrasto alle povertà».

Con queste linee programmatiche Rosolino Azzali è stato eletto segretario provinciale del Pd al termine di un percorso iniziato con le dimissioni improvvise di Michele Bellini.

Al Civico 81 di via Bonomelli si è tenuta infatti l’assemblea provinciale al termine della quale si sono aperte le urne.

Candidato unitario che traghetterà il partito al congresso del 2027, Azzali per essere eletto doveva ottenere almeno 38 voti dei 74 componenti l’Assemblea: ne ha ottenuti 51 su 51 votanti.

Il nuovo segretario ha una lunga esperienza nelle istituzioni locali. Originario di Corte de’ Frati, dove è stato sindaco per tre mandati e attualmente è vicesindaco al secondo mandato, Azzali, 56 anni, istruttore e dipendente comunale, è stato consigliere provinciale per sei anni e vicepresidente della Provincia per quattro.

Nel suo programma quindi è centrale «un maggiore coordinamento degli amministratori locali, che sono il volto del partito nelle comunità locali». Da qui la proposta di una «consulta permanente degli amministratori del Pd». Anche in vista della prima sfida che lo attende in autunno: il rinnovo del Consiglio provinciale.

Nel suo discorso di presentazione della candidatura, ieri mattina durante l’assemblea provinciale, Azzali ha ricordato che «su 113 sindaci, solo 12 sono iscritti al Pd». Presieduta da Gian Carlo Storti, Gianluca Savoldi (Direzione) e Roberto Busé (Commissione di garanzia), l’assemblea si è aperta intorno alle 10 con gli interventi tecnici che hanno ripercorso l’iter fin qui seguito dal partito. Poi la parola al candidato unitario.

Proveniente dal mondo cattolico, Azzali ha voluto premettere: «Vengo da una storia diversa da quella del Pci, ma mi piace rivolgermi a voi con il nome di compagni, nell’accezione indicata da Mario Rigoni Stern, che, dal latino cum panis, indica la condivisione di pane, lavoro, gioie e sofferenze». E, come da canone Pci, la sua relazione è partita dalla situazione internazionale, per poi affrontare quella italiana e provinciale. A supporto del quadro economico e sociale che ha tracciato, Azzali ha citato i dati del lavoro di analisi realizzato da Ambrosetti per il Masterplan 3C, concludendo con la necessità di «modi nuovi per rappresentare bisogni e costruire comunità».

E «se vogliamo svolgere questo ruolo, dobbiamo interrogarci anche su che tipo di partito vogliamo essere. Io penso a un partito che abbia alcune caratteristiche molto chiare: un partito aperto alla società, che non si chiude nei propri confini organizzativi. Un partito capace di ascoltare, che riconosca di non essere autosufficiente e che costruisca alleanze sociali e politiche. Che tenga insieme visione e concretezza e che non si limiti a commentare ciò che accade, ma che provi a orientarlo».

Azzali ha poi sottolineato la necessità di sostenere i circoli della provincia. Poi un richiamo alle regole che «J’é míia ta’me la beréta de Lurèens che - come si dice a Corte de’ Frati - úura la se slàarga e ùura la se strèens». Infine l’appello: «La mia non è la candidatura di una persona sola, ma è il tentativo di costruire un progetto collettivo per il Pd della provincia. Un progetto che guardi ai prossimi anni con ambizione, perché questa provincia ha tutte le condizioni per crescere: ha un tessuto produttivo forte, amministrazioni locali competenti e una società civile dinamica. La politica — ha aggiunto — serve esattamente a questo: trasformare i numeri in scelte e le scelte in futuro. Il mio impegno, se mi darete questa responsabilità, sarà lavorare perché il Pd della provincia sia più unito, più radicato, più aperto e più utile al territorio. Ma questo lavoro non può essere il lavoro di una persona sola, deve essere il lavoro di una comunità politica. Per questo non vi chiedo soltanto il vostro voto. Vi chiedo soprattutto il vostro impegno».

Si è quindi aperto il dibattito, durante il quale la relazione di Azzali è stata apprezzata unanimemente, pur con sfumature diverse.

E l’ex segretario Vittore Soldo ha annunciato la sua «quasi certa» candidatura a sindaco di Soncino.

Matteo Piloni non ha risparmiato una stoccata: «Stiamo affrontando un momento che non avremmo voluto e che questa comunità non si meritava. Il partito non si può utilizzare a proprio piacimento».

La consigliera comunale cremasca Nancy Pederzani ha affrontato il nodo della crisi demografica «anche nel partito».

Questione ripresa dall’assessore Luca Burgazzi: «Il tema delle giovani generazioni va aggredito, altrimenti rischiamo l'irrilevanza». Anche Azzali nella sua relazione aveva affrontato il nodo, dal punto di vista della formazione: «Le nuove generazioni non hanno bisogno solo di spazi di partecipazione, ma anche di strumenti per comprendere la complessità del mondo in cui vivono». 

Stefania Bonaldi ha ricordato la lettera di dimissioni di Bellini: «Parole che non si possono ignorare». E ha aggiunto: «In due anni abbiamo cambiato tre segretari provinciali, non è fisiologico».

Il segretario cittadino Roberto Galletti ha invitato a non concentrarsi «sulle architetture del partito, ma a riempire di contenuti gli organismi».

Il sindaco di Sergnano, Mauro Giroletti, ha lanciato l'allarme demografia per le scuole del territorio: «Senza deroghe molte elementari nei centri più piccoli rischiano la chiusura con conseguenze sulle famiglie e anche sugli istituti dei centri più grandi, dove verranno dirottati gli alunni».

Maura Ruggeri ha sottolineato la necessità di un lavoro di ricucitura di rapporti con le nostre amministrazioni e con i circoli del territorio.

Il dibattito è stato chiuso dall’intervento della segretaria regionale Silvia Roggiani che ha sottolineato l’unitarietà della candidatura Azzali. In sala anche il sindaco di Cremona Andrea Virgilio e gli assessori Santo Canale, Simona Pasquali e Burgazzi.

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