L'ANALISI
L'EVENTO
14 Marzo 2026 - 09:15
Antonio Giannelli, Andrea Virgilio, Angela Iantosca, Giusy Rosato
CREMONA - «Troppo spesso, ci convinciamo che un diritto negato riguardi soltanto una categoria ristretta, senza comprendere che, in realtà, causa un danno strutturale all’intera società». Lo ha ricordato ieri pomeriggio, nella Sala Quadri di Palazzo comunale, la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, autrice - insieme a Romano Cappelletto - del libro ‘Ventuno – Le donne che fecero la Costituzione’. L’incontro, inserito nel programma del ciclo di appuntamenti ‘Verso gli 80 anni della Repubblica: un cammino nella Costituzione’, promosso dalla Prefettura di Cremona, è stato moderato dalla professoressa Giusy Rosato, docente di lettere presso il Liceo Daniele Manin.
Ad aprire i lavori sono stati il sindaco, Andrea Virgilio e il prefetto, Antonio Giannelli. Nel suo intervento, il sindaco ha ricordato come «la nostra Costituzione sia stata scritta non solo da grandi uomini, ma anche da grandi donne», che avevano conosciuto profonde sofferenze: il carcere, il confino, la clandestinità, la povertà, la Resistenza e l’umiliazione di essere considerate cittadine a metà. Anche le culture progressiste – ha aggiunto Virgilio – troppo spesso, ancora oggi, relegano le donne ad un ruolo di minorità, incasellandole in stereotipi consolidati nonostante le loro competenze. I dati mostrano, infatti, come la strada verso una piena parità sia ancora lunga: solo il 28% delle donne occupa posizioni manageriali, mentre oltre il 70% del lavoro domestico e di cura ricade ancora su di loro. In questo contesto, Virgilio ha indicato il bilancio di genere come una delle sfide dell’amministrazione comunale, seguita dall’assessora Marina Della Giovanna.
A seguire, il prefetto Giannelli ha richiamato il significato di alcuni articoli fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana – in particolare 3, 29, 37 e 51 – dedicati ai principi di uguaglianza, alla famiglia, al lavoro femminile e all’accesso alle cariche pubbliche. «In origine – ha ricordato – l’articolo 51 prevedeva che tutti i cittadini potessero accedere agli uffici pubblici ‘conformemente alle loro attitudini’». Una formulazione che suscitò preoccupazioni tra le costituenti. Fu grazie all’intervento di Maria Federici che si lavorò per evitare interpretazioni discriminatorie, rafforzando il principio della piena partecipazione delle donne alla vita pubblica.
Nel suo intervento, Iantosca – impegnata da anni sui temi dei diritti umani, della criminalità organizzata e del ruolo delle donne nella società, con particolare attenzione alle dinamiche della ’ndrangheta – ha raccontato, invece, come lo studio delle storie delle costituenti l’abbia profondamente appassionata.
«Non tutto ciò per cui le donne hanno lottato è stato compiuto – ha affermato – e ancora oggi, dobbiamo essere sentinelle». Tra le battaglie citate, quella per la parità salariale e per l’occupazione femminile - sostenuta già allora da Federici. «Oggi, nonostante i progressi, il gender pay gap si attesta ancora tra il 25 e il 30%».
Durante l’incontro, sono state ricordate anche altre figure di madri costituenti, come Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, che contribuì in modo decisivo all’inserimento del principio di parità tra i sessi nell’articolo 3. «Una personalità forte e indipendente - ha raccontato l'autrice - tanto che Palmiro Togliatti la soprannominò ‘la maledetta anarchica’. Abusata da militari fascisti, rivelò quella violenza soltanto cinquant’anni dopo, quando la legge riconobbe la violenza sessuale come reato contro la persona (nel 1996). Tra le ‘ventuno della Costituzione’, anche Bianca Bianchi, insegnante, politica e scrittrice; troppo spesso, celebrata più per i suoi ‘capelli biondissimi’, che per l’impegno culturale che la contraddistinse.
«Quelle donne hanno aperto una strada che oggi spetta alle nuove generazioni continuare a percorrere. Siate staffette di questi diritti, custoditeli, portateli avanti. I diritti non sono conquiste eterne: devono essere difesi ed amati ogni giorno, con consapevolezza, passione e responsabilità».
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