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Truffa e ricettazione: patteggia finto carabiniere

Una donna viene convinta a consegnare preziosi con il pretesto di un controllo giudiziario dopo il presunto arresto del figlio. Pedinato per ore e recuperato il bottino

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

11 Marzo 2026 - 16:58

Truffa e ricettazione: patteggia finto carabiniere,  era un militare dell'Esercito

Il tribunale di Cremona

MONTODINE - Montodine Ex militare dell’Esercito, incensurato, disoccupato. E truffatore di una anziana 79enne. Spaventandola con la ‘storiella’ del figlio arrestato, perché sospettato di essere un ladro di gioielli, spacciandosi per carabiniere, i gioielli glieli ha rubati lui: medaglie, bracciali, orecchini, anelli, due fedi nuziali, un orologio, un pezzo di catenina: 42 gioielli in tutto. Era il 10 febbraio scorso, martedì, quando i carabinieri veri lo hanno arrestato.

L’ex caporal maggiore volontario in ferma breve Ciro Boccia, napoletano di 45 anni, agli arresti domiciliari in Campania, oggi ha patteggiato 2 anni e 10 mesi e 1.800 euro di multa per truffa aggravata ai danni della vittima (i gioielli le sono stati restituiti) e per ricettazione di altri preziosi: il bottino di una truffa 'gemella' messa a segno a Milano il giorno prima.

Il giudice ha ordinato la confisca della tessera, scaduta, di riconoscimento per appartenenti alle Forze Armate Italiane rilasciata a Boccia nel 2012 quale militare dell’Esercito italiano e il suo portafogli in similpelle di colore nero con placca recante il simbolo della Repubblica Italiana e la scritta ‘Ministero della difesa’.

Assistito dall’avvocato Mimma Aiello, Boccia ha staccato un assegno da 400 euro: il risarcimento del danno morale causato alla 79enne di Montodine.

La truffa. Intorno alle 12.30-12.40, squilla il telefono fisso di casa. L’anziana alza la cornetta. Risponde un uomo, si spaccia per un carabiniere della stazione del paese. «Suo figlio è stato arrestato, perché sospettato di aver rubato preziosi. Il mio collega Marco passerà a casa sua a breve, preleverà tutto il suo oro. Il giudice deve visionare i gioielli per verificare l’eventuale provenienza illecita».

Il truffatore tiene al telefono l’anziana un quarto d’ora, venti minuti. Dieci minuti dopo, alla porta si presenta ‘Marco’ sui quarant’anni, carnagione scura, cappello con visiera e occhiali da sole. Convinta che si tratti del carabiniere, la 79enne lo fa accomodare. Lui le chiede i gioielli e rimane in cucina. Lei raccoglie tutti i preziosi che ha in casa e li infila in una borsa della spesa in plastica di colore verde. La signora parla poi con un vicino, capisce di essere stata truffata. Intanto, chi l'ha ingannata è già in fuga su una Taigo VW di colore bianco.

Boccia non sa che i carabinieri lo stanno tenendo d’occhio dalla mattina. Alle 10.50, il brigadiere in servizio alla centrale operativa della Compagnia di Crema segnala l’ingresso nel territorio di quell’auto (di proprietà di una società di noleggio). E la segnala, perché «in uso a persone dedite a furti e truffe in danno di persone anziane per episodi avvenuti recentemente anche nei territori limitrofi», è scritto nelle carte. Si predispone un servizio. Alle 11.20, la Taigo è nel parcheggio coperto del centro commerciale Grand Rondò di via Giorgio La Pira, a Crema. Dentro c’è un uomo solo. Scende dall’auto due volte. Fa due telefonate. Alle 12.30 si rimette in viaggio, passa per Ripalta Cremasca e per Ripalta Guerina. Alle 12.45 arriva a Montodine. L’uomo si infila in via Patrioti, all’altezza del civico 4. Accosta davanti a un bar, resta lì 5 minuti, riparte, fa cento metri, entra in un parcheggio. Breve sosta, riparte, torna davanti al bar in via Patrioti. Sono le 12.55: parcheggia in retromarcia. Alle 12.58 scende, attraversa la strada, entra in una corte. Alle 13.03 rispunta, risale in auto, riparte a tutta velocità verso Ripalta Cremasca/Crema.

I carabinieri non lo perdono mai di vista. Alle 13.24, a Spino d’Adda la pattuglia della Radiomobile ferma la Taigo. Chi la guida è nervoso, preoccupato. Viene accompagnato in caserma. Intanto, la centrale operativa raccoglie la telefonata della 79enne. I carabinieri vanno a casa sua, raccolgono la denuncia. A Crema, i colleghi perquisiscono l’auto di Boccia. Sul sedile posteriore c’è uno zainetto. Dentro c’è una borsina della spesa di colore verde con i gioielli della 79enne. Nello zainetto c’è anche uno straccio di colore verde, l’involucro di altri 12 gioielli: collane, orecchini, un bracciale e una medaglia rubati il giorno prima a Milano.

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