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DIOCESI DI CREMONA

Ceneri dei defunti, la riflessione delle parrocchie

Una lettera alle comunità cristiane invita a riscoprire il senso del funerale e del lutto, suggerendo di custodire le urne in cimitero o in spazi comunitari accanto alle chiese

La Provincia Redazione

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07 Marzo 2026 - 14:43

Ceneri dei defunti, la riflessione delle parrocchie

CREMONA - Una riflessione sul fenomeno sempre più diffuso della cremazione dei defunti e della conservazione delle loro ceneri nelle case. È quanto le parrocchie della città di Cremona propongono con la “Lettera alle comunità cristiane cittadine sulla memoria dei defunti e la conservazione delle ceneri”.

Il testo, in distribuzione in queste settimane nelle chiese e negli oratori della Zona pastorale 3, intende evidenziare il valore del funerale cristiano, della tumulazione al cimitero e del difficile percorso del lutto. La riflessione prende spunto anche dal recente documento dei vescovi lombardi “Credo la risurrezione della carne e la vita eterna. Indicazioni liturgiche e pastorali circa le prassi post cremazione”, pubblicato alla fine del 2025.

Il panorama – si sottolinea nei primi passaggi della lettera – è oggi molto variegato: incidono ragioni economiche, l’anonimato di molte morti e il fatto che spesso le esequie vengono vissute come momento privato.

Partendo dalla constatazione che negli ultimi anni il ricorso alla cremazione è cresciuto sensibilmente e che si è diffusa anche la conservazione domestica delle ceneri, i preti della città di Cremona – pur riconoscendo le ragioni psicologiche e affettive di questa scelta – ricordano che la fede cristiana crede nel mistero della risurrezione

arienti

«Quello che si predica di Gesù dopo la sua morte, cioè che è il vivente ed è risorto – afferma don Paolo Arienti, vicario zonale della Zona pastorale 3 – lo si crede anche per tutti, alla fine della storia. Come si ripete nel Credo domenicale, la “risurrezione della carne”, ovvero di tutta la vita, del suo senso e della sua qualità originale, è la ragione per cui da sempre i cristiani hanno inumato i corpi e sono chiamati a esprimere la stessa considerazione di rispetto e di attesa anche per le ceneri dei propri cari».

Proprio per questo motivo la tradizione ecclesiale non prevede la dispersione delle ceneri, ma ne raccomanda la conservazione, preferibilmente al cimitero, luogo in cui i defunti sono affidati alla memoria e alla speranza della comunità.

Nella lettera vengono proposte anche alcune indicazioni concrete: celebrare il funerale nella comunità di origine, porre al centro dell’ultimo saluto l’Eucaristia e non disperdere le ceneri, preferendo la loro tumulazione al cimitero o in spazi dedicati. Tra questi, quelli già realizzati nella parrocchia di Sant’Abbondio e quelli in progetto a Sant’Ambrogio.

«Si tratta di un luogo pensato proprio per far riposare le ceneri dei defunti accanto alla chiesa – precisa don Arienti – e quindi accanto alla comunità di fede che celebra il mistero di Gesù».

La lettera è rivolta innanzitutto alle comunità ecclesiali, poiché la riflessione nasce da motivazioni spirituali e non da giudizi sulle scelte personali.

«Questo testo – conclude il vicario zonale a nome dei parroci della città – vuole essere un invito alla cura e a uno sguardo di fede sulla morte dei nostri cari, condividendo la grande fatica del lutto e del congedo, su cui le comunità cristiane possono offrire una vicinanza concreta».

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