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Corte dei conti, la lente sui Comuni cremonesi

Rilievi a Casalbuttano, Castelverde, Cumignano sul Naviglio, Pessina e Isola Dovarese. Nessuna grave irregolarità, ma difficoltà nella riscossione delle entrate: «Va migliorata»

Elisa Calamari

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06 Marzo 2026 - 13:05

Corte dei conti, la lente sui Comuni cremonesi

CREMONA - La lente della Corte dei conti sui bilanci dei Comuni cremonesi: tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, la sezione regionale di controllo per la Lombardia ha esaminato i rendiconti di diversi enti locali soffermandosi sulle difficoltà nella riscossione delle entrate e firmando delibere da portare nei rispettivi consigli comunali. Per lo più consigli, nessuna grave irregolarità riscontrata.

A Casalbuttano sono stati controllati i rendiconti 2022, 2023, 2024 e il bilancio di previsione 2025/2027: il Comune è stato invitato «ad adottare le più opportune misure per migliorare la propria capacità di riscossione delle entrate» e «ad applicare in modo corretto la normativa sulla contabilizzazione degli investimenti».

Castelverde dopo che sono stati esaminati i rendiconti 2022, 2023 e 2024, la Corte dei conti ha accertato la tardiva approvazione nel 2022 e 2024, oltre alle difficoltà nella riscossione in conto residui di Imu, Tasi e Tari. Raccomandata poi la trasmissione delle deliberazioni di riconoscimento dei debiti fuori bilancio. A Cumignano sul Naviglio focus sui rendiconti 2023 e 2024, con accertamento della bassa percentuale di riscossione, in particolare della Tari, e sul ricorso all’anticipazione di tesoreria.

A Pessina Cremonese e Isola Dovarese, invece, le ultime delibere della Corte dei conti fanno riferimento ad un precedente «richiamo», del 15 gennaio 2025. «La sezione ha preso atto delle misure adottate dall’ente – si legge nelle premesse – in seguito alla scoperta dell’azione truffaldina di due dipendenti dell’Unione (vicenda degli anni 2022/2023) e raccomanda di proseguire nell’attenta e costante verifica».

I due Comuni del Cremonese, così come Torre de’ Picenardi nel Casalasco, sono dunque stati invitati alla «costante vigilanza sulla contabilità e in particolare sui rapporti di debito/credito con l’Unione», che suo malgrado ancora oggi subisce le conseguenze dell’episodio.

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