L'ANALISI
LIUTERIA
05 Marzo 2026 - 19:22
CREMONA - Si è conclusa con il concerto della giovane violinista Annika Starc, protagonista insieme al violino Antonio Stradivari “Golden Bell” nella sala espositiva principale del Musikinstrumenten-Museum, la visita istituzionale a Berlino del sindaco di Cremona Andrea Virgilio e degli assessori alla Cultura e al Turismo Rodolfo Bona e Luca Burgazzi, accompagnati dalla direttrice del Museo del Violino Virginia Villa e dal conservatore Riccardo Angeloni.
Dopo l'inaugurazione ufficiale affidata nei giorni scorsi allo Stradivari Golden Bell del Padiglione Italia dell'ITB Berlin, la più importante fiera internazionale del turismo, promossa dalla Direzione Generale Turismo di Regione Lombardia e da Enit alla presenza di autorità, tour operator e testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo, e dopo l'incontro istituzionale con l'ambasciatore d'Italia a Berlino Fabrizio Bucci, la delegazione cremonese ha voluto rendere omaggio ai rapporti culturali tra Italia e Germania portando all'interno del museo berlinese un’esperienza musicale suggestiva in grado di raccontare la bellezza della città, la sua tradizione liutaria e la ricchezza della sua offerta culturale.
Al centro del programma la Seconda Partita in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach, composta all’inizio del XVIII secolo, epoca di straordinario splendore per la liuteria cremonese. Dall’Allemanda alla Corrente, dalla Sarabanda alla Giga fino alla celebre Ciaccona, i movimenti della Partita hanno messo in luce l’eleganza e la profondità stilistica della scrittura bachiana.
L’esibizione è stata preceduta dall’esposizione al pubblico del “Golden Bell” nella sala principale del museo berlinese, accanto a un altro Stradivari del 1705.
Questa iniziativa rappresenta l’ufficializzazione dei rapporti tra Cremona e il Musikinstrumenten-Museum, custode, oltre che del violino del 1705, di un liuto di Magno Tieffenbrucker del 1593, la cui tavola è stata attribuita ad Antonio Stradivari.
Non sono mancati in passato rapporti con altri protagonisti della liuteria cremonese, come quello di amicizia tra Simone Fernando Sacconi e la restauratrice del Museo Berlinese, Olga Adelmann, prima liutaia tedesca a conseguire l’esame di maestro artigiano, che di propria iniziativa curò la prima traduzione in tedesco del suo trattato “I Segreti di Stradivari”.
La missione berlinese ha così confermato il ruolo di Cremona come punto di riferimento internazionale nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio musicale e liutario.

«Il violino Stradivari “Golden Bell” ha risuonato a Berlino come autentico ambasciatore della nostra identità culturale – ha dichiarato il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio. La scelta del Musikinstrumenten-Museum non è casuale: così come il nostro Museo del Violino, rappresenta un centro di eccellenza internazionale per lo studio, la conservazione e la valorizzazione degli strumenti storici».

E poi: «Questa visita a Berlino ha rappresentato un’occasione importante per rafforzare relazioni culturali e istituzionali tra Cremona e la Germania e per promuovere, nel cuore dell’Europa, una tradizione liutaria che è patrimonio dell’umanità. Attraverso la musica e i nostri strumenti abbiamo voluto raccontare la storia, la competenza artigianale e la vitalità culturale della nostra città. La musica, più di ogni altra forma d’arte, è capace di costruire ponti tra culture e di generare nuove opportunità di collaborazione e dialogo internazionale».
«L’esposizione dello Stradivari “Golden Bell” e il concerto al Musikinstrumenten-Museum – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona – hanno rappresentato la conclusione ideale di questa missione berlinese, che ci ha consentito ancora una volta di presentare all’estero l’eccellenza culturale di Cremona. L’accoglienza ricevuta testimonia la considerazione di cui la nostra città gode anche in Germania e rafforza un sistema di relazioni che potrà generare nuove opportunità di collaborazione, non solo in ambito culturale».
«La visita al Museo degli Strumenti Musicali di Berlino - commenta Villa - rientra tra le attività del Museo del Violino volte all’ampliamento della già consolidata rete di rapporti istituzionali con altre realtà europee. Al centro dei rapporti ci sono le collezioni, legate da connessioni storiche e culturali, come ad esempio quella tra i violini di Stradivari sparsi nel mondo e la collezione dei Reperti conservati a Cremona».
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