L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 20:24
CASALMAGGIORE - Intitolare il palazzetto dello sport a Gino Avigni, partigiano morto a 21 anni il 25 aprile 1945, ucciso proprio nei pressi della futura struttura sportiva. La proposta arriva dal gruppo di minoranza ‘Casalmaggiore la nostra casa’ col capogruppo Luciano Toscani. «Semmai il palazzetto dovesse essere intitolato a qualcuno la nostra proposta è questa», dichiara.
Un nome che ha poco a che fare con lo sport ma dall’alto valore civile. Proprio sulla strada dell’argine maestro dove sorge la targa commemorativa, infatti, sta nascendo il palazzetto. Uno sono praticamente di fronte all’altro, quasi in modo simbolico. «Qui cadde il giovane patriota Gino Avigni. Sorride il cielo sopra questa terra che si bagnò del sangue di un eroe. 25 aprile 1945», recita la lapide. Avigni morì durante i combattimenti insurrezionali contro le retroguardie tedesche.
Il cippo è costituito da una lastra rettangolare di marmo sostenuta su una retrostante struttura portante attraverso due punzoni piramidali di bronzo posti nella parte superiore della stessa. La lastra è disposta all’estremo margine di una soglia di appoggio di marmo a pianta rettangolare. L’epigrafe reca incisi il nome del Caduto e la data di morte. I caratteri sono stati rivestiti con vernice di colore nero.
Sotto l’epigrafe si trova scolpito un bassorilievo raffigurante un bersagliere nell’atto di cadere a terra perché colpito a morte. Avigni aveva fatto parte di questo corpo del Regio esercito, come si può notare anche dal suo fotoritratto in ceramica collocato al margine destro del cippo. L’immagine è racchiusa in una cornice ovale di bronzo. Completa la descrizione del sito la presenza di un vaso portafiori di metallo argentato.
Al momento la maggioranza non ha ancora dato indicazioni su una eventuale intitolazione o meno della struttura sportiva.
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