L'ANALISI
02 Marzo 2026 - 18:56
Parma, Brambilla, Cipollone, Maffoni, Ancorotti, Ghiro e Stomaci
CREMA - Ddl Ancorotti avanti tutta. Si va verso il passaggio in aula entro fine mese, per un percorso di riforma atteso da anni, che in Italia interessa ben 150mila imprese e 290mila operatori del settore estetico e dell’acconciatura. Una realtà economica e sociale di primaria importanza per il Paese.
Per fare il punto della situazione, la Cna ha promosso un convegno, tenuto in sala Pietro da Cemmo, con i principali protagonisti del disegno di legge.
Il primo promotore, ovvero il senatore Renato Ancorotti (eletto nelle fila di FdI), affiancato dal collega Gianpietro Maffoni. Entrambi siedono nella commissione parlamentare Industria e Commercio.
In apertura il saluto del presidente provinciale della Confederazione nazionale artigianato Marcello Parma. «Con questo ddl vengono riconosciute nuove professionalità — ha evidenziato — non possiamo che dire grazie al senatore Ancorotti per il lavoro portato avanti in questo anno».
Moltissima carne al fuoco, come hanno evidenziato i relatori che si sono susseguiti al microfono nel corso della mattinata. Da Gianfranco Ghiro, presidente nazionale di Cna estetisti, a Brigida Stomaci, che guida le estetiste lombarde dell’associazione. Con loro Laura Cipollone, responsabile benessere e sanità di Cna. Moderatore Ivano Brambilla.
Il ddl promuove percorsi di specializzazione, riconosce nuove figure professionali, propone un aggiornamento delle materie di studio da inserire nei programmi di formazione dei tecnici e operatori del settore estetico.
Ancorotti ha ricordato i dati della filiera cosmetica, che vale 41 miliardi di euro, sugli 80 del settore moda. «Il tema principale — ha evidenziato il senatore — è che il comparto cosmetico ha una grande importanza per il made in Italy, anche per i miliardi di euro di esportazioni, che vanno a influire positivamente sulla bilancia dei pagamenti italiana. Nella sola Europa, il 65% di quello che viene venduto è prodotto in Italia. Siamo un settore che fa bene al Paese».
Fatta la premessa, Ancorotti — patron dell’omonimo gruppo cosmetico che ha sede nell’area ex Olivetti — ha ricordato quanto il ddl di riforma sia stato condiviso con gli operatori istituzionali del settore, proprio per creare una normativa che vada il più possibile a incidere sulle attività quotidiane di decine di migliaia di lavoratori e di conseguenza abbia una portata anche per chi usufruisce dei loro servizi.
«Possiamo parlare di indispensabilità della cosmesi — ha proseguito l’esponente di Fratelli d’Italia —: un concetto che dobbiamo portare avanti con forza. Inoltre, la cosa più importante è la reputation del nostro settore. In questo ambito rientra anche il suo valore sociale, ad esempio in riferimento all’estetica oncologica. Con questa legge, grazie alla sinergia con le associazioni di categoria, riusciamo a svecchiare normative datate, fare il primo gradino verso una reputazione di cui abbiamo bisogno. E non dimentichiamo la funzione di acconciatori ed estetisti come sentinelle nei confronti degli abusi di genere. Viene evidenziata anche nel decreto e abbiamo iniziative formative con corsi ad hoc per gli operatori, che possono aiutare a riconoscere nella cliente situazioni di malessere e disagio».
Maffoni ha sottolineato «l’intuizione di Ancorotti di andare a intervenire su una legge ormai obsoleta, che andava aggiornata. Un lavoro iniziato un anno fa, fino a quando siamo riusciti a produrre un testo unico di equilibrio, partendo da due documenti distinti. Siamo oggi nella fase degli emendamenti, ma ormai il testo stesso è quasi definitivo. Il 12 si chiuderà il passaggio. Il ddl tornerà in commissione e infine verrà messo in calendario per essere portato in aula. Ritengo che ciò avverrà entro la fine del mese, come ci eravamo impegnati a fare».
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