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I cent'anni di Francesco Biaggi, il segreto: «Lettura, movimento e mangiar sano»

Nato il 1° marzo 1926 nella piccola cascina Strada, nella campagna sospirese, riservato e pacato, ha sempre vissuto tra Longardore e Malagnino gli anni dell’infanzia e della gioventù

Antonella Bodini

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02 Marzo 2026 - 16:06

I cent'anni di Francesco Biaggi, il segreto: «Lettura, movimento e mangiar sano»

SOSPIRO - Comunità di Longardore e Sospiro in festa per i cento anni di Francesco Biaggi. Un compleanno speciale e un traguardo importante per il signor Francesco festeggiato assieme ai figli, nipoti e pronipoti. Nato il 1° marzo 1926 nella piccola cascina Strada, nella campagna sospirese, riservato e pacato, ha sempre vissuto tra Longardore e Malagnino gli anni dell’infanzia e della gioventù. Chiamato alle armi durante la seconda guerra mondiale è stato anche prigioniero per oltre un anno e mezzo in Germania.

«È stato in un piccolo campo di concentramento ad Ansbach, vicino a Norimberga – spiega il figlio Bruno – e anche spedito in una azienda agricola dove, a dire il vero, lui racconta di aver passato mesi tranquilli, poiché doveva fare ciò che ha sempre fatto: occuparsi della terra. L’esperienza del campo di concentramento e dei lavori forzati ne hanno, invece, segnato la memoria e ogni volta che ne parla ricorda soprattutto le pessime condizioni di vita e la paura di dover sempre obbedire per non essere ucciso».

Una volta tornato incontra la futura moglie Teresa Rossi, con la quale si sposa e mette su famiglia. Tre figli, Giovanni, Bruno e Rosa, un matrimonio felice che dura fino al 2009. «Erano molto affiatati, si volevano bene e hanno trascorso una vita fatta di cose semplici, valori solidi, tanta pazienza, ma anche un amore profondo. Mio papà ha sempre lavorato tanto nei campi e come camparo, il lavoro che era stato di mio nonno. In pratica era incaricato del controllo e della manutenzione dei canali irrigui e della corretta ripartizione dell'acqua. Mia mamma era casalinga, gente genuina, alla mano».

Oggi Francesco, che abita da solo aiutato dalla badante, ama trascorrere le giornate in casa, scandite da abitudini precise. I pasti, la lettura ogni giorno del nostro quotidiano per informarsi di quante accade qui e nel mondo, e un po’ di movimento per non impigrirsi.

«Legge e tiene la mente allenata, fa un po’ di cyclette e in estate facciamo insieme l’orto. O meglio, lui mi dà istruzioni e consigli ed io eseguo. Ama stare all’aperto, coltivare la campagna, d’altronde lo ha fatto per una vita. È rimasto un uomo docile, curioso, tranquillo. È stato davvero molto bello festeggiarlo, un momento di grande orgoglio per tutti noi. Perché i cento anni non si raggiungono tutti i giorni». In pochi riescono ad attraversare il secolo di vita. Il suo segreto? «Lui dice mangiare bene e non farsi mai mancare un cucchiaino di miele a colazione e un bicchiere di vino ai pasti».

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