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DUBAI SOTTO ASSEDIO

La testimonianza di una manager italiana: «Blindata in casa»

La pizzighettonese Cristina Guida La Licata: «Esplosioni a ogni ora, paura per i detriti dei missili e dei droni»

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

02 Marzo 2026 - 15:22

La testimonianza di una manager italiana: «Blindata in casa»

Nel riquadro Cristina Guida La Licata

DUBAI - «La paura e l’ansia ci sono e non se ne vanno, ma dobbiamo confidare in questo grande Paese che ci ha sempre supportato e protetto». È fiduciosa, Cristina Guida La Licata, 44enne che da qualche tempo vive a Dubai.

Dopo l’infanzia a Pizzighettone e gli studi all’università Cà Foscari di Venezia, ha presto iniziato a girare il mondo: per vent’anni ha collaborato con grandi multinazionali come Fca e Stellantis, avendo ruoli manageriali nei settori sales e marketing in case automobilistiche come Ferrari, Lotus, Alfa Romeo, Fiat, Abarth e Jeep.

Dopo avere viaggiato tra Italia, Inghilterra e America si è trasferita in pianta stabile negli Emirati Arabi, dove a causa di una seria malattia endocrina ha dovuto reinventarsi diventando scrittrice, consulente e trainer nel campo della comunicazione.

Racconta di aver saputo degli attacchi e della chiusura dello spazio aereo tramite la comunicazione ufficiale sui social, lo scorso sabato mattina. Sono poi seguite le esplosioni «ogni ora, sopra l’area in cui vivo: Dubai Marina».

Aggiunge subito che il governo «ha gestito e sta gestendo prontamente le comunicazioni con tutti, dando allerte via messaggio e indicazioni su cosa fare: stare in un luogo sicuro, a casa, lontano da finestre e porte».

La pizzighettonese è chiusa nella sua abitazione da tre giorni: «Perché la preoccupazione principale riguarda i detriti dei missili e dei droni intercettati, che possono cadere al suolo e fare danni a cose e persone – spiega –. Però leggo online, sui canali italiani, grande esagerazione e disinformazione: non siamo il target di questa guerra, siamo sulla traiettoria. E il Governo sta facendo tutto il possibile per proteggerci. I boati a volte sono molto forti e fanno una gran paura, ma da ieri sera sono diminuiti».

Il pensiero corre inevitabilmente a parenti e amici in Italia: «La mia famiglia è lì e io sono qui sola in questo momento, anche se virtualmente non mi lasciano mai sola – sottolinea la pizzighettonese –. Gestire tutto questo psicologicamente e fisicamente è pesante. Non me la sento di uscire perché consigliano di stare al riparo. E finché non riapriranno lo spazio aereo sarò bloccata qui.

Ho parlato con il Consolato, il quale ha confermato che la Farnesina sta lavorando ad un piano di evacuazione in caso di grande escalation, ma al momento non ci sono dettagli. Ci hanno spiegato che è importante registrarci online su Viaggiaresicuri (piattaforma del Ministero degli Affari esteri, ndr) e avere lo SPID anche da residente estero, con tutti i dati aggiornati e geolocalizzazione attiva che indichi dove ci troviamo».

Il suo lavoro di scrittrice e trainer le permette di lavorare da casa senza troppa difficoltà, ma ribadisce che portare avanti la vita quotidiana non è comunque semplice, a livello emotivo: «C’è sempre paura quando si parla di conflitti e guerre».

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