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SORESINA

Orgoglio Avis, un omaggio alla storia

Intensa cerimonia di premiazioni per i donatori e ricordo anche di Galli e Previtali

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

01 Marzo 2026 - 16:55

Orgoglio Avis, un omaggio alla storia

SORESINA - Sessantanove assemblee e un dato che vale più di molti discorsi: i donatori aumentano, le donazioni tengono e la sezione continua a muoversi in controtendenza rispetto al quadro generale. L’Avis comunale si ritrova in sala consiliare per fare il punto sull’anno appena chiuso e lo fa partendo dal cuore dell’associazione, il ricordo di chi non c’è più.

Un passaggio che non è solo formale ma identitario, con il pensiero rivolto in particolare al dottor Leonardo Galli, oltre cento donazioni e una vita spesa anche come direttore sanitario e medico selezionatore, e a Vanessa Previtali, medaglia d’oro, giovane donatrice legata a una famiglia che della donazione ha fatto una scelta condivisa.

L’assemblea è anche la prima dopo il rinnovo del direttivo che vede Oreste Gazza alla presidenza affiancato da Antonella Chiroli, Giuseppe Landi, Massimiliano Donelli e dal contabile Gianmario Tolasi. E porta con sé un altro motivo di orgoglio tutto soresinese: l’elezione di Cristiano Manfredini alla guida dell’Avis provinciale, un ritorno che mancava da trentun anni e che ha già lasciato il segno con la ripartenza del seminario Danzio Cesura proprio dal teatro cittadino, con la presenza del presidente nazionale Oscar Bianchi.

Poi i numeri, che sono la misura reale dello stato di salute dell’associazione. Nel 2025 le domande di iscrizione sono state 59, con 48 nuovi donatori idonei e un totale che sale a 454 attivi. Le donazioni all’unità di raccolta hanno raggiunto quota 1.453, in linea con gli anni precedenti, alle quali si aggiungono quelle effettuate al centro trasfusionale di Cremona. Un risultato sostenuto anche dall’afflusso delle Avis consorelle e da un’organizzazione che, con le chiamate a orario fisso, ha azzerato i tempi di attesa rendendo la struttura sempre più attrattiva.

Il lavoro non si ferma alla raccolta. L’Avis entra nelle scuole, incontra i ragazzi, partecipa alla vita cittadina con il labaro nelle ricorrenze civili, sostiene lo sport giovanile, le associazioni culturali e solidali, collabora con Soresina Soccorso per il trasporto del sangue. E sul piano sanitario arriva la conferma della qualità: la visita ispettiva dell’Ats si chiude con la promozione piena dell’unità di raccolta.

La sfida resta quella dei giovani, indicati come il terreno su cui investire per garantire continuità. Intanto l’assemblea si chiude con la consegna di 61 benemerenze, cinque delle quali a donatori che hanno raggiunto le 120 donazioni. Numeri, certo. Ma soprattutto storie di fedeltà a un gesto che continua a tenere insieme comunità e volontariato.

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