L'ANALISI
28 Febbraio 2026 - 18:58
SPINO D'ADDA - Nuovo successo dell’Arma contro le bande di ladri nel Cremasco. Stavolta non c’è un furto da ricostruire, ma un reato prevenuto. È il risultato di un controllo mirato, di quelli che non fanno rumore ma fanno la differenza.
Spino d’Adda, 9.30 del mattino. Sulla Provinciale 1 una pattuglia della Radiomobile di Crema nota un’auto con targa straniera e tre persone a bordo, direzione provincia di Lodi. Nulla di eclatante, se non fosse per quell’atteggiamento nervoso, per quegli sguardi che evitano di incrociare le divise. I militari decidono di approfondire. Scatta il controllo.
Identificazione e perquisizione personale e del veicolo. Non emerge refurtiva, ma emergono incongruenze. I tre – due uomini e una donna – non sanno giustificare la loro presenza nel territorio cremasco. Tutti risultano con precedenti per reati contro il patrimonio. Tutti irregolari sul territorio nazionale. La donna, 50 anni, dichiara di non avere documenti e fornisce solo verbalmente le proprie generalità. I due uomini, di 60 e 29 anni, esibiscono il passaporto ma non il permesso di soggiorno. La pattuglia decide di accompagnarli in caserma a Crema per il fotosegnalamento e gli accertamenti in banca dati.
Ed è lì che il quadro si chiarisce. La 50enne consegna il passaporto solo dopo l’arrivo in caserma: dai riscontri emerge che aveva fornito un nome falso. Non solo: a suo carico pendeva già un decreto di espulsione emesso nel febbraio 2024 dal prefetto di Roma. Per lei scatta la denuncia per false attestazioni a pubblico ufficiale.
Gli accertamenti, svolti con il supporto dell’ufficio Immigrazione della Questura di Cremona, portano all’avvio immediato delle procedure di espulsione. La donna viene accompagnata al Centro di permanenza per il rimpatrio di Roma, dove resterà in attesa del rimpatrio. Il 60enne viene trasferito al Cpr di Milano. Per il 29enne, invece, viene disposto l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Gli elementi raccolti fanno ritenere probabile che il gruppo stesse perlustrando la zona con l’intento di colpire attività commerciali. Ma l’intervento dell’Arma ha anticipato i tempi. Nessun furto consumato, nessun danno alle vetrine, nessun commerciante a fare i conti con l’ennesima razzia. È questa la prevenzione che funziona: presenza sulle strade, controlli mirati e conoscenza del territorio.
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