L'ANALISI
28 Febbraio 2026 - 10:17
SPINO D'ADDA - Un controllo stradale dei carabinieri, che hanno fermato un’auto con targa estera, ha portato alla denuncia di una 50enne, domiciliata in provincia di Milano e irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per reati contro il patrimonio, ritenuta responsabile di false attestazioni a pubblico ufficiale.
La donna e un 60enne, anche lui pregiudicato per reati contro il patrimonio e privo di regolare titolo di soggiorno, sono stati accompagnati nei Centri di permanenza per il rimpatrio di Roma e Milano in vista dell’espulsione. Un terzo uomo, 29 anni, anch’egli irregolare e con precedenti, è stato destinatario di un ordine di lasciare l’Italia entro sette giorni.
Il controllo è avvenuto intorno alle 9.30 a Spino d’Adda, lungo la SP 1, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Crema ha intercettato un veicolo sospetto con tre persone a bordo, diretto verso la provincia di Lodi. Durante l’identificazione, i due uomini e la donna hanno mostrato un marcato nervosismo. Sottoposti a perquisizione personale e del mezzo, non è emerso nulla di utile.
La 50enne ha dichiarato di non avere documenti con sé, fornendo a voce le proprie generalità; i due uomini erano in possesso del passaporto, ma privi di permesso di soggiorno. Tutti e tre sono stati quindi condotti in caserma a Crema per il fotosegnalamento. Solo una volta giunta negli uffici, la donna ha esibito il passaporto: tramite le banche dati in uso, i militari hanno accertato che poco prima aveva dichiarato un’identità falsa e che a suo carico risultava un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Roma nel febbraio 2024.
Al termine delle verifiche, la 50enne è stata denunciata per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Con il supporto dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Cremona sono state avviate le procedure di allontanamento: la donna è stata trasferita al CPR di Roma, il 60enne a quello di Milano.
Al 29enne è stato notificato l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Considerato che i tre non hanno saputo giustificare la loro presenza nel Cremasco, i carabinieri ipotizzano che potessero essere intenzionati a commettere furti in esercizi commerciali, ipotesi sventata grazie al tempestivo intervento della pattuglia.
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