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CREMA. ABITI USATI

Cassonetti: ecco la nuova mappa

Via alla riorganizzazione curata da Comune e Aprica: contenitori eliminati dai punti critici

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

27 Febbraio 2026 - 20:03

Cassonetti: ecco la nuova mappa

CREMA - Ridotti da 32 a 24, togliendo alcuni cassonetti da luoghi particolarmente critici, in quanto da tempo ricettacolo di immondizia di ogni sorta, ad esempio via Martiri di Belfiore oppure il parcheggio dietro il supermercato Conad di via del Macello. Si rientra così verso la media di un contenitore ogni 1.500 abitanti, che è poi quella nazionale.

Questi i termini della riorganizzazione della raccolta di abiti usati voluta dal Comune con Aprica, l’azienda che ha in appalto il ritiro porta a porta dei rifiuti. Un progetto già annunciato nei mesi scorsi dall’assessore all’Ambiente Franco Bordo, e che ora sta prendendo corpo. «Siamo alla fase della sostituzione dei vecchi cassonetti gialli con quelli nuovi di colore verde di Humana – interviene lo stesso Bordo –: a questa realtà si appoggia infatti Aprica per il recupero degli abiti usati a fine di riutilizzo. Nel giro di una decina di giorni la procedura sarà completata. Abbiamo volutamente ridotto di un quarto il numero dei contenitori, valutando quelle che erano le aree più a rischio di abbandono indiscriminato dei rifiuti».

L’inciviltà è la causa principale, ma negli ultimi anni c’è anche un problema legato alla raccolta del materiale, non più redditizia come un tempo. Con questa operazione, il Comune, oltre a garantire un corretto smaltimento e, dove possibile, un riuso, evita che il materiale che finisca indiscriminatamente in discarica, andando a ingrossare la quantità dei rifiuti non riciclabili. «Nulla vieta, ovviamente, che Caritas, che prima aveva i suoi cassonetti in città, possa continuare la raccolta nelle proprie sedi» conclude Bordo.

I cremaschi da decenni donano abiti usati. I dati sono di circa 80 tonnellate ogni 12 mesi, alcuni anni si è arrivati a 100.

Oltre ad organizzare il ritiro, Aprica, tramite i suoi operatori, ha assunto anche il compito di tenere pulite e in ordine le varie piazzole, proprio per garantire un decoro urbano che, a oggi, lascia a desiderare.

Il costo per il Comune di tutta l’operazione è stimato in circa 10mila euro annui. Ogni tonnellata di vestiti raccolti da inviare al centro per il riuso e lo smaltimento costa infatti 120 euro.

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