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I FUNERALI IN DUOMO

Cremona saluta don Luigi Nozza: «Una bontà così semplice e un modo così civile di stare con tutti»

Messa funebre celebrata dal vescovo Napolioni, che ha ricordato la presenza accogliente, discreta e operosa e sorridente nelle diverse comunità che il sacerdote, scomparso improvvisamente martedì, ha servito

Gianpiero Goffi

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redazione@cremonaonline.it

26 Febbraio 2026 - 18:04

Cremona saluta don Luigi Nozza: «Una bontà così semplice e un modo così civile di stare con tutti»

CREMONA - La chiesa cremonese ha dato oggi pomeriggio in duomo l’ultimo saluto a monsignor Luigi Nozza, canonico deceduto improvvisamente martedì pomeriggio nella propria abitazione. In marzo avrebbe compiuto 78 anni. Presenti, con il fratello fra Roberto, molti frati cappuccini, tra i quali il ministro provinciale padre Angelo Borghino, le esequie sono state presiedute dal vescovo Antonio Napolioni, concelebranti i vescovi emeriti Dante Lafranconi e Carmelo Scampa, i canonici del Capitolo e diversi sacerdoti. Sulla bara, adagiata a terra, le insegne canonicali e il libro dei Vangeli.

«Per don Luigi – il vescovo ha preferito chiamarlo familiarmente così – il sonnellino è diventato l’eterno riposo», ha esordito, ricordandone la presenza accogliente, discreta e operosa, semplice e sorridente nelle diverse comunità che ha servito (fu parroco ad Agoiolo, poi a Pizzighettone e Gera d’Adda e infine a Casirate e Arzago d'Adda, prima della nomina, tre anni fa, a canonico della Cattedrale) e nei rapporti con gli altri sacerdoti e le persone che ha incontrato, fra la gente, all’altare, nel confessionale.

Rifacendosi ad alcune sue lettere ai vescovi dalle quali emerge costante «la riconsegna di se stesso al rapporto con il Signore», monsignor Napolioni si è detto lieto di avere condiviso con lui la decisione di trasferirlo a Cremona dove ha vissuto una nuova «esperienza di fraternità», e ha riletto alcune pagine mazzolariane care al defunto e raccolte nell’opera ‘Tra l'argine e il bosco’.

In esse don Primo tratteggia l’umile figura di don Guglielmo Marezza, «il boscaiolo di Fossacaprara» al quale, in un certo senso, monsignor Nozza si accostava, dimostrando anch’egli «una bontà così semplice e un modo così civile di stare con tutti». Al termine della liturgia, il vescovo ha invitato a un’Ave Maria per la mamma novantottenne, che viveva con don Luigi, e che anche in questi giorni sta dando esempio di una fede forte. Il feretro è stato poi trasferito a Casirate d’Adda dove stasera sarà celebrata la messa prima della sepoltura, domani, nel cimitero locale.

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