L'ANALISI
26 Febbraio 2026 - 11:57
CREMONA - Dieci negozi di parrucchiere sanzionati e chiusi e poi multe ad altrettanti locali con le slot machine. Sul fronte cibo e bevande, stop a un negozio di kebab, multe a due attività che vendevano alcol ai minori e ad altre due che commerciavano merce scaduta. È questo il bilancio dell’attività di controllo dell’Unità operativa Commerciale della Polizia locale sui pubblici esercizi che hanno portato nell’arco di qualche settimana ad una intensificazione delle verifiche delle irregolarità volte a garantire la sicurezza delle persone, in particolare la tutela dei minori.
«Tra le irregolarità rilevate — commenta l’assessore alla Sicurezza, Santo Canale — emergono in particolare la somministrazione di alcoolici ai minori, la vendita di merce scaduta e anche alcune situazioni di rischio per la tutela della salute dei clienti, come nel caso di attività di parrucchieri privi di titoli abilitativi professionali. Ricordo che la Polizia locale, grazie ad un processo di settorializzazione interna, vanta ad oggi numerose e specifiche professionalità in diversi ambiti e discipline sulle quali l’attenzione rimane in pari misura costante».

E il personale della Locale ha sanzionato due attività in quanto venivano somministrate bevande alcoliche a minori. Quella dei locali che vendono bevande alcoliche agli under 18 è una ‘piaga’ nota in città e in passato sono stati diversi i bar, rivendite e anche discoteche sanzionate o chiuse per questo motivo.
L’allarme non è nuovo e il direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Asst, Roberto Poli, sottolinea: «L’alcol rimane una sostanza di facile accesso anche ai minori e che si presta ad abuso con gravi problemi per i minori per due ragioni. La prima è che il metabolismo di degradazione dell’alcol nei ragazzi non è maturo e pertanto gli effetti psicoattivi e tossici sono molto maggiori rispetto all’adulto. La seconda ragione è legata alla modalità di utilizzo che è nella tipologia binge drinking, ovvero uso in breve tempo di una grande quantità di alcol al di fuori dei pasti, quindi con assorbimento rapido ed effetti tossici, sino all’estremo del coma etilico».
Non solo alcol: in altri due casi è stata accertata dalla Polizia locale la vendita di merce scaduta, nonché la mancanza di indicazioni della tracciabilità del prodotto. Inoltre, a causa di irregolarità amministrative, è stata chiusa anche un’attività artigianale di vendita di prodotti alimentare etnici, un negozio di kebab.

Il bilancio dell’attività della Polizia locale è stato reso noto con un comunicato dell’amministrazione comunale in cui si spiega: «Altrettanto significativi sono i risultati dei controlli volti a verificare il corretto utilizzo delle slot machine. Su 15 locali pubblici controllati nei quali sono installate le slot, 10 sono stati sanzionati per irregolarità di carattere amministrativo e per il mancato rispetto degli orari stabiliti dal Comune per lo svolgimento dell’attività di gioco. In uno di questi locali le slot sono state temporaneamente spente con un provvedimento amministrativo comunale».
Quindi il capitolo ‘coiffeur’: «Sono state infine comminate dieci sanzioni ad altrettanti parrucchieri in quanto privi di titoli abilitativi professionali: una misura volta a tutelare la salute dei clienti, ma anche di chi svolge, rispettando regole e requisiti, il proprio lavoro. Oltre alla sanzione gli esercizi sono stati chiusi fino al conseguimento del prescritto titolo professionale».
È di soddisfazione la reazione di Cna Cremona all’operato della Polizia locale: «L’associazione sostiene da tempo ogni iniziativa volta a contrastare abusivismo e illegalità, fenomeni che spesso trovano terreno fertile nella scarsa informazione del consumatore, in norme nazionali obsolete e nelle difficoltà operative degli enti preposti ai controlli. La Cna ribadisce l’importanza di princìpi inderogabili: requisiti professionali certificati, norme igienico-sanitarie rispettate e utilizzo di attrezzature sicure.
Le attività svolte in maniera non conforme possono comportare anche violazioni in materia di lavoro e fisco, danneggiando la reputazione del settore e degli operatori seri e affidabili. La Cna di Cremona auspica che inizi un confronto costante con il Comune, l’Ats territoriale e altri enti di vigilanza, anche attraverso un tavolo di lavoro permanente, al fine di monitorare il fenomeno e sostenere gli operatori seri, favorendo un mercato sano e servizi sicuri, che contribuiscono al benessere psico-fisico dei cittadini».
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