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MOZIONE DI CAVALLI (PD)

Consulta degli stranieri in coma profondo, la maggioranza stacca la spina

«Non ha mai funzionato, occorre trovare altri strumenti di partecipazione»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

25 Febbraio 2026 - 16:28

Consulta degli stranieri in coma profondo, la maggioranza stacca la spina

Nella foto d'archivio le elezioni della Consulta. Nel riquadro Ilaria Cavalli

CREMONA - Preso atto del coma profondo da cui la Consulta comunale dei cittadini stranieri e apolidi non si è mai ripresa fin dalla sua nascita, la maggioranza è intenzionata a staccare la spina.

Lo fa con una mozione depositata dalla consigliera comunale Ilaria Cavalli, condivisa con tutti i capigruppo di maggioranza, in cui si prende atto che «sebbene concepita come importante strumento di integrazione e partecipazione, il suo funzionamento ha incontrato difficoltà fin dai primi anni, fino alla scomparsa di fatto dalla scena pubblica, evidenziando che la sua modalità organizzativa non era funzionale ad una adeguata partecipazione».

Partecipazione carente fin dalla nascita: i 13 componenti della Consulta erano stati eletti nel dicembre del 2017 da 335 persone (250 uomini e 85 donne) sui 4.763 aventi diritto.

La scarsa affluenza al voto aveva dato alimento alle polemiche che, con la Lega in prima fila, aveva preceduto e accompagnato la nascita di questo organismo.

Polemiche rinfocolate dal ritardo nella nomina dei componenti da parte degli uffici e poi dalla scarsa per non dire nulla attività della Consulta, prima bloccata dal Covid e poi colpita dalla morte nel 2022 di Rosanna Ciaceri, vera anima di questo progetto. Nel 2021 inoltre alcuni componenti avevano lasciato l’Italia, fra cui la presidente.

E nel 2023 in Consiglio comunale, l’allora assessore alle Politiche Sociali Rosita Viola, incalzata dalle opposizioni, con Fratelli d’Italia e Forza Italia, aveva spiegato l’intenzione di sottoporre a ‘tagliando’ l’organismo: «Faremo una verifica per capire se organizzare nuove elezioni oppure considerare altre esperienze, come quella della Consulta Intercultura del Comune di Crema».

Ora la bandiera bianca, che però non cancella l’obiettivo. Che, spiega Cavalli, è di «garantire spazi di ascolto e confronto, promuovere il dialogo interculturale, sostenere la partecipazione civica e rafforzare la coesione sociale, favorire l'accesso ai servizi ed il superamento delle barriere. Dare voce a chi vive quotidianamente il nostro territorio, ne condivide le responsabilità e contribuisce alla sua crescita, significa investire nel futuro della nostra città».

Nella mozione si spiega che «occorre rivedere lo strumento della 'Consulta degli Stranieri' e trovare un nuovo strumento che favorisca un collegamento autentico tra l’amministrazione comunale, i cittadini stranieri residenti a Cremona, le nuove generazioni di cittadini italiani, le associazioni e le organizzazioni di volontariato che vogliono impegnarsi nel perseguimento degli obiettivi di cui sopra».

Da qui il dispositivo che impegna la Giunta «ad aprire un tavolo di confronto e di lavoro che possa contribuire ad individuare uno strumento più efficace finalizzato a promuovere la partecipazione alla vita pubblica, sociale e amministrativa della nostra comunità, dei cittadini stranieri e dei cittadini italiani di origine straniera residenti a Cremona; a coinvolgere in questo tavolo di lavoro i cittadini stranieri residenti a Cremona oltre che le generazioni successive, anche se cittadini italiani, le associazioni, le organizzazioni di volontariato e tutti i soggetti interessati che vogliono impegnarsi nel perseguimento degli obiettivi di cui sopra e i consiglieri comunali interessati».

Infine «a promuovere il tavolo di lavoro attraverso i canali ufficiali dell’Ente, al fine favorire un’ampia partecipazione delle varie realtà e di massimizzare la partecipazione delle comunità straniere per garantirne una rappresentanza attiva».

Insomma «vogliamo avviare un tavolo di confronto e di lavoro che possa contribuire ad individuare uno nuovo strumento più efficace, finalizzato a promuovere la partecipazione alla vita pubblica e sociale della nostra comunità, dei cittadini stranieri residenti a Cremona coinvolgendo anche le seconde e successive generazioni, oltre a coinvolgere in questo processo di riflessione e confronto, anche la ricca rete associativa che si occupa di inclusione, diritti e lotta alle discriminazioni».

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