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INDAGINI DELL'ARMA

Finto carabiniere arrestato a Crema, restituito il resto della refurtiva alla vittima dell'altro colpo

Il 10 febbraio era finita nella rete del truffatore un'anziana di Montodine, derubata di tutto l'oro che aveva in casa. Quando i veri militari lo hanno fermato, hanno trovato anche oggetti appartenenti a un'altra vittima, residente a Milano

La Provincia Redazione

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25 Febbraio 2026 - 13:07

Finto carabiniere arrestato a Crema, nella refurtiva sequestrata c'era il provento di un altro colpo

La refurtiva recuperata

CREMA - Nuovi sviluppi investigativi sulla refurtiva rinvenuta dai carabinieri di Crema per quanto riguarda il “finto carabiniere” arrestato il 10 febbraio scorso per la truffa ai danni di un’anziana di Montodine. La refurtiva sarebbe riconducibile anche a un altro colpo messo a segno a Milano dallo stesso soggetto.

La mattina del 10 febbraio, poco dopo le 13, la centrale operativa dei carabinieri di Crema ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di una persona anziana di Montodine che aveva subito una truffa da parte di un sedicente carabiniere. La vittima, ultraottantenne, aveva segnalato che era stata derubata di tutti gli oggetti preziosi che aveva in casa.

Un uomo aveva chiamato poco prima sul telefono fisso spacciandosi per un carabiniere di Montodine, dicendole che il figlio era stato arrestato per furto di oggetti preziosi. Quindi, l’interlocutore le aveva detto che un carabiniere sarebbe passato a casa sua per prelevare tutto l’oro presente in quanto il giudice avrebbe dovuto visionarlo e verificare che non fosse di provenienza illecita.

Ovviamente era un falso racconto per spaventare la vittima, seguendo un copione ben collaudato. Infatti, la paura abbassa le difese fino a far mettere da parte la prudenza, sfruttando l’urgenza e la fretta della finta verifica da parte delle pubbliche autorità, dando poco tempo per riflettere, innescando nel contempo quel senso di solidarietà e di aiuto verso un figlio in difficoltà.

Dopo che la donna ha dato conferma al telefono di avere in casa degli oggetti in oro, ha ricevuto la visita del finto carabiniere. Ha messo tutti i suoi gioielli in oro su un tavolo ed il finto carabiniere li ha raccolti in una busta ed è uscito dall’abitazione. Poi la donna ha parlato con il vicino di casa che le ha fatto notare che era una truffa e ha contattato i Carabinieri. Il servizio già in atto di controllo del territorio, attuato in maniera capillare ed efficace, ha consentito di fermare l’auto con il presunto autore del fatto e l’intera refurtiva sulla Paullese mentre si dirigeva verso Milano.

L’uomo, alla guida del veicolo, risultato a noleggio, ha cercato di giustificare la sua presenza in maniera poco credibile ed era nervoso e agitato. È stato perquisito e dentro uno zaino i militari hanno trovato decine di oggetti in oro, ovvero quadretti con medaglie, collane, catenine, bracciali, orologi, medaglie, orecchini, spille, anelli, fedi nuziali. Inoltre, è stato trovato in possesso di un portatessere con intestazione “Ministero della Difesa”, probabilmente utilizzato per spacciarsi come appartenente ai Carabinieri.

Intanto, una pattuglia di veri carabinieri si è recata a casa dell’anziana vittima che è stata poi accompagnata presso la caserma di Crema dove ha presentato la denuncia e ha verificato che una parte degli oggetti in oro trovati in possesso del 45enne erano di sua proprietà. Tutti i suoi oggetti, del valore di circa 60.000 euro, le erano stati immediatamente restituiti, mentre gli altri, verosimilmente provenienti da un altro fatto reato analogo, erano stati sequestrati.

Proprio gli approfondimenti sulla refurtiva dei carabinieri di Crema, eseguiti mediante la ricerca nella banca dati di fatti analoghi commessi nei confronti di persone anziane, mediante l’utilizzo del medesimo modus operandi, hanno permesso di risalire alla proprietaria dei monili d’oro non riconducibili al colpo eseguito a Montodine.

Il colpo era stato messo a segno nel pomeriggio del 9 febbraio scorso, a Milano nel quartiere Forlanini, ai danni di una 79enne. In tale circostanza, un uomo aveva chiamato sul telefono fisso dell’anziana, spacciandosi per un carabiniere, riferendo alla vittima che la sua autovettura era stata utilizzata per una rapina in una gioielleria. Quindi, l’interlocutore le aveva detto che un carabiniere sarebbe passato a casa sua per degli accertamenti e, come nel colpo consumato a Montodine, l’uomo recatosi nell’abitazione dell’anziana si era fatto consegnare tutto l’oro presente in quanto il giudice avrebbe dovuto visionarlo e verificare che non fosse di provenienza illecita.

La donna, resasi conto di essere stata vittima di truffa, aveva sporto querela presso la stazione carabinieri di Milano Rogoredo. I carabinieri di Crema, con la collaborazione dei colleghi di Rogoredo, hanno mostrato alla donna le foto della restante refurtiva rinvenuta il 10 febbraio scorso, non riconducibile alla truffa commessa nel cremasco, e l’anziana dalla verifica ha riconosciuto la proprietà dei monili in oro sequestrati.

La raccomandazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona è quella di non fidarsi mai di chi si presenta al telefono come carabiniere e chiede, con una scusa, qualsiasi la consegna di soldi o gioielli. La prima cosa da fare è sempre la stessa: riattaccare il telefono e chiamare le forze dell'ordine che, come dimostrato anche in questa occasione, hanno una grande attenzione su tale fenomeno e, con l’esperienza maturata quotidianamente, sono in grado di intervenire sia tempestivamente a seguito di segnalazione delle persone coinvolte, che successivamente con la ricostruzione dei fatti e il ritrovamento della refurtiva.

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