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IN LUTTO PER DAVIDE

Silenzio, lacrime e fiori: «Resterai nel nostro cuore»

Il preside dell’Aselli: «La comunità scolastica sta soffrendo». I compagni chiusi nel dolore. I fiori e un rosario in via Sesto

Andrea Fiori

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redazione@laprovinciacr.it

25 Febbraio 2026 - 05:20

Silenzio, lacrime e fiori: «Resterai nel nostro cuore»

CREMONA - «Siamo abituati a leggere di certe tragedie tra le righe dei giornali, come se appartenessero a un mondo lontano. Ma vedere quella stessa drammatica realtà irrompere tra i banchi di scuola, colpendo un volto familiare, ci ha lasciati tutti sconvolti». È questo il sentimento dominante tra i corridoi del liceo scientifico Aselli, dove ieri la voglia di parlare era pochissima. La scuola si è infatti risvegliata con un vuoto incolmabile: quello lasciato da Davide Barbieri, il diciottenne scomparso lunedì a causa di un terribile incidente in moto.

Non appena si nomina Davide, l’atmosfera si fa tesa; gli studenti e il personale si irrigidiscono, ancora increduli davanti a quel banco rimasto improvvisamente vuoto. A dare voce al dolore composto dei docenti è una sua professoressa, che lo ha accompagnato nel percorso verso l’esame di maturità che Davide avrebbe dovuto affrontare a giugno: «Credo basti guardare il mio viso e quello dei miei colleghi per capire come stiamo».

Il ritratto che emerge dalle parole degli insegnanti è quello di un ragazzo solare, molto educato e discreto, la cui assenza rappresenta oggi «una sofferenza enorme per tutta la comunità dell’Aselli», come sottolineato con commozione dal dirigente scolastico, Alberto Ferrari.

Sul luogo dell’incidente ieri mattina qualcuno ha posato dei fiori, un rosario, qualche lumino. Un suo compagno di giri in moto si ferma con le lacrime agli occhi: «Era davvero un bravo ragazzo». In programma c’è un momento per ricordare insieme Davide.

E mentre si attende che le dinamiche vengano chiarite, lo sconforto colpisce anche chi Davide lo incrociava soltanto durante l’intervallo. Massimo, un giovane studente di 15 anni, dà voce alla preoccupazione che ha invaso molte case dopo la notizia: «Non conoscevo personalmente Davide, ma la tragedia mi ha scosso profondamente. Anche io sono appassionato di moto e i miei genitori, preoccupati, hanno voluto parlarmi: mi hanno ricordato di fare estrema attenzione, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo».

«Avevamo degli amici in comune che lo conoscevano bene — aggiunge Miranda, 16 anni — ma uno non si aspetta che certe cose succedano, soprattutto a un ragazzo. È tutto molto strano».

Dall’istante in cui la notizia si è diffusa, lunedì, il silenzio attonito dei corridoi dell’Aselli ha trovato un’eco dolorosa nella piazza virtuale dei social media, dove i messaggi di cordoglio si sono moltiplicati ora dopo ora. È un lutto che ha travalicato i confini delle singole classi, diventando un sentimento collettivo. «Anche chi non conosceva personalmente Davide sente il peso di questa perdita — hanno scritto su Instagram alcuni ragazzi candidati alla rappresentanza d’Istituto e alla Consulta studentesca, dando voce a uno sgomento comune —. Era un ragazzo come noi, era uno di noi. Buon viaggio, Davide».

In queste parole pulsa un senso di appartenenza profondo, una solidarietà generazionale che si manifesta con forza nel momento del distacco più inspiegabile. È il ritratto di una comunità che, di fronte all’assenza, riscopre il valore del legame umano sopra ogni cosa. «Non riesco nemmeno a immaginare cosa stiano attraversando i suoi compagni di classe in questo momento», confessa Riccardo, 17 anni, con la voce un po’ tremolante a causa dell’emozione. Il suo pensiero va alla quotidianità spezzata, a quella vita scolastica fatta di piccole tensioni che oggi appaiono minuscole: «Alla nostra età si litiga, spesso anche per sciocchezze, ma eventi drammatici come questo hanno il potere brutale di riportarci alla realtà». In un attimo le distanze si annullano e ci ritroviamo tutti uniti, stretti attorno a chi ha perso un figlio, un parente, un amico.

«Forse ci aspettavamo che stamattina (ieri, ndr) i professori ci dicessero qualcosa — confessa Emma, 16 anni —. Per noi ragazzi è un po’ più tosta, sia perché molti conoscevano Davide, sia perché, fortunatamente, in tanti non siamo abituati a gestire un lutto. In un’età che dovrebbe essere fatta solo di vivacità e futuro, l'impatto con una perdita così improvvisa lascia i giovani dell'Aselli senza difese, costretti a misurarsi per la prima volta con un dolore che non ha ancora un nome.

In quello che è stato il liceo di Davide, oggi, il suono della campanella ha un timbro diverso. Tra i corridoi resta il peso di un'assenza che si fa presenza comune, un monito silenzioso sulla fragilità della giovinezza. Tutta la scuola si stringe nel ricordo del compagno che non c’è più: un banco vuoto che, ora, tutta Cremona prova a colmare.

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