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LA ONLUS PER I MALATI DERUBATA

Accd: «Cassa depredata, spariti 300mila euro»

L’ex direttore Strina sotto accusa. La Finanza: «Con i soldi sottratti comprati quadri e mobili»

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

23 Febbraio 2026 - 19:45

Accd: «Cassa depredata, spariti 300mila euro»

CREMONA - Da direttore dell’Associazione cremonese per la cura del dolore (Accd), avrebbe rubato circa 300mila euro, denaro donato dai cremonesi per l’assistenza dei malati terminali sia nel reparto Hospice dell’ospedale Maggiore, sia a domicilio. Con parte del ‘bottino’, Massimiliano Giuseppe Strina, 60 anni il 19 aprile prossimo, avrebbe acquistato quadri e opere d’arte.

Furto pluriaggravato è l’ipotesi di accusa contestata all’ex direttore infedele nell’ambito dell’indagine shock della Guardia di finanza, coordinata dal pm Alessio Dinoi. Indagine partita alla fine di giugno di un anno fa dalla querela presentata dall’Accd, l’associazione nata nel 1986 e tra le prime - in Lombardia e in Italia - a realizzare e gestire l’hospice come reparto di un ospedale pubblico. Ne è presidente Antonio Auricchio.

I primi passi nell’Accd, Strina li ha mossi da impiegato, sino a diventare direttore con delega ad operare sui conti correnti. Nell’attività di verifica interna all’associazione, sono emerse le magagne. Il 2024 è l’anno in cui sarebbe stato sottratto il grosso del denaro. Ricostruiti i fatti, l’avvocato Alessio Romanelli, legale dell’Accd, si è mosso immediatamente su due fronti: quello penale con la querela e quello civile (un decreto ingiuntivo per ottenere pignoramenti).

«L’Associazione Cremonese Cura Contro il Dolore - afferma l’avvocato - è stata vittima di una rilevante sottrazione di denaro perpetrata dal suo ex direttore mediante la creazione di documenti falsi ed il ricorso ad altri artifici». Di «comportamento infedele dell’ex direttore», parla Romanelli. Il ‘bubbone’ all’interno dell’Accd è scoppiato un anno fa «grazie all’attività di monitoraggio e tutela effettuata dagli organi dell’associazione. Dopo aver avuto contezza della condotta delittuosa dell’ex direttore», precisa il legale, «l’Accd ha sporto immediatamente denuncia presso l’autorità giudiziaria per il reato di furto pluriaggravato e si è subito attivata per il recupero del maltolto. L’associazione manifesta, sin da ora, la volontà, quale vittima, di costituirsi parte civile nel futuro processo penale».

Attraverso i mirati accertamenti patrimoniali, l’analisi dei flussi finanziari, le informazioni e le acquisizioni di documenti, gli investigatori del Nucleo Polizia economica finanziaria hanno «evidenziato che il professionista avrebbe duplicato numerose fatture autentiche ovvero alterato i dati di pagamento al fine di giustificare l’esecuzione di oltre 60 bonifici a favore di rapporti intestati sia a lui che ai suoi familiari». Dalla ricostruzione effettuata, l’indagato avrebbe successivamente utilizzato parte del denaro sottratto all’associazione per l’acquisto di oggetti d’arte e beni d’antiquariato.

Chi ha lavorato alle indagini, è andato a cercare le opere d’arte. Tempo fa i finanzieri hanno bussato a casa dell’ex direttore. In mano avevano il decreto firmato dal gip di sequestro per equivalente di quadri. Per lo più olio su tela come il ‘Venezia - Panorama sul Canal Grande di J. Martorell Puidomenech’, pittore spagnolo (1800-1900). Ma anche l’olio su rame ‘Diana e Callisto’ e l’olio su tela ‘Cristo alla colonna’ e ‘San Girolamo nello studio’ del XVII secolo. Nell’elenco, c’è un bene comperato da Strina per 2mila euro da un antiquario in Veneto. Una delle opere consegnate spontaneamente era in garage, un’altra nella cameretta in mansarda. La Guardia di finanza ha messo sotto sigillo 14 quadri d’autore in tutto, una coppia di mobili antichi. E somme di denaro presenti sui conti correnti nella disponibilità di Strina e dei suoi familiari.

«L’impegno dell’Associazione, nel proprio ambito di attività, rimane immutato — sottolinea l’avvocato Romanelli — e un sincero ringraziamento va indirizzato a tutti coloro che, a vario titolo e spesso su base del tutto volontaristica, prestano la loro opera e tempo ad alleviare il dolore delle persone più fragili e in difficoltà».

È prudente l’avvocato Franco Antonioli, difensore di Strina. «Aspetto la fine delle indagini per valutare la situazione». In vista del processo, il legale sta lavorando affinchè l’ex direttore messo alla porta restituisca i 300mila euro all’Accd. Parte del denaro potrebbe essere ricavato dalla vendita di due appartamenti acquistati da Strina in un piccolo paese della Val Camonica (Brescia).

Dal Comando provinciale delle Fiamme gialle, si sottolinea che «l’attività di servizio svolta testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria di Cremona, nel contrasto a tutte le attività illecite e lesive degli interessi finanziari della collettività, nonché la salvaguardia delle realtà associative volontarie operanti in settori delicati come le prestazioni assistenziali rivolte ai soggetti fragili». La Guardia di Finanza sottolinea, poi, che «il presente comunicato è redatto nel rispetto degli indagati e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito. In tal senso, si evidenzia che si tratta di fatti in attesa di giudizio definitivo e per i quali, nei confronti degli indagati, sussiste la presunzione di innocenza».

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