L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 05:30
Alcuni addetti dei servizi sociali
CREMONA - Un punto di riferimento concreto per la fragilità abitativa, destinato alle residenze del Comune e di proprietà di Aler. Prosegue la sperimentazione del ‘tutor condominiale’, messa in campo dal settore Politiche Sociali del Comune di Cremona: il 21 gennaio il servizio è stato riaffidato alle cooperative sociali Cosper e Nazareth con scadenza fino al 30 giugno 2026, per un onere di spesa complessivo di oltre 72mila euro. Lo stesso, con scadenze differenti, era accaduto anche gli scorsi anni.
Il servizio, che finora ha funzionato, giunge quest’anno ad una fase di evoluzione. Lo fa sapere l’Amministrazione in una nota, spiegando che, «nel quadro della strategia per l’abitare», il Comune «intende portare avanti nel corso del 2026 un percorso di coprogrammazione e coprogettazione del servizio di tutor condominiali». Attività che si svolgerà nel primo semestre dell’anno, con lo scopo di «migliorare la gestione complessiva dei contesti abitativi pubblici agendo, in particolare, sui servizi di accompagnamento dei beneficiari».


Interviene per chiarire il senso del percorso l’assessora alle Politiche Sociali, Marina della Giovanna: «L’idea è quella di andare ad ulteriormente qualificare un importante servizio, costituito nell’anno 2015, fortemente improntato alla prossimità e dimostratosi di grande utilità, in particolare là dove maggiore è la concentrazione di situazioni di fragilità, e conseguentemente, il rischio di isolamento sociale».
L’affidamento diretto del servizio a gennaio è stato, per così dire, un passaggio intermedio in vista del percorso che inizia nel 2026: «Nelle more della definizione e dell’espletamento delle procedure — così recita la nota del Comune —, si è reso necessario procedere all’affidamento diretto del servizio dal mese di gennaio 2026 fino all’estate in favore delle cooperative sociali che da tempo lo svolgono con grande professionalità e affidabilità».
La figura del tutor condominiale nasce come ‘mediatore abitativo’: si tratta, nel concreto, di un educatore fisicamente presente nei contesti condominiali che ospitano alloggi popolari. Oltre a ricoprire una funzione di presidio educativo, il tutor condominiale coordina la sua attività in rete con gli altri attori istituzionali del territorio.
Una figura che finora si è dimostrata efficace, come si legge chiaramente nella determinazione dirigenziale del Comune: «La presenza all’interno dei condomini di edilizia residenziale pubblica della figura del tutor condominiale — questa la premessa che ha poi portato al riaffidamento del servizio —, data la situazione di diffusa prossimità, ha permesso di individuare le nascenti situazioni di fragilità e difficoltà sociale, tipiche di particolari contesti o diffuse nel territorio cittadino».
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