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CREMA: IL FRONTE MANUTENZIONI

Sos risorse, i sindaci chiedono aiuti per le strade declassate

La responsabilità dei lavori dalla Provincia ai Comuni in otto tratti: salasso per le casse locali. I consiglieri regionali del territorio alla ricerca di soluzioni, da Milano deliberati finanziamenti

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

21 Febbraio 2026 - 05:20

Sos risorse, i sindaci chiedono aiuti per le strade declassate

CREMA - Di fatto hanno le mani legate, impossibilitati ad intervenire per le ristrettezze economiche di bilancio. I sindaci cremaschi guardano alla Regione per avere le risorse necessarie a coprire le spese di manutenzione di ex strade provinciali, nel corso degli anni declassate a comunali. Un salasso per le casse locali, basti pensare che il rifacimento completo di un chilometro di asfalto può costare oltre 100mila euro, con prezzi che dal post Covid, e soprattutto dal post crisi energetica 2022, continuano a salire.

I consiglieri regionali del territorio si stanno interessando al problema. Da Milano sono già stati deliberati finanziamenti. «I Comuni hanno già molte spese da sostenere e criticità da affrontare. Non è pensabile che il peso della manutenzione delle strade declassate da provinciali a comunali ricada interamente sulle amministrazioni locali, spesso senza risorse adeguate» – sottolinea Riccardo Vitari della Lega –: il problema è stato sollevato anche nell’incontro dei sindaci del sub ambito di Sergnano. Nel Cremasco ci sono realtà come Camisano che si trovano a gestire fino a 11 chilometri di viabilità ex provinciale, con costi importanti per la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Le ragioni di questa situazione hanno radici lontane oltre 10 anni. «Le difficoltà attuali delle Province sono anche il risultato della legge Delrio voluta dal Pd, che ha svuotato questi enti senza garantire un adeguato equilibrio finanziario. Le conseguenze oggi ricadono sui territori» – ricorda Vitari –: Regione sostiene da anni, con decine di milioni di euro, il sistema viario locale: nell’ultima giunta regionale sono stati stanziati ulteriori sei milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali. Di questi 500.000 euro destinati alla Provincia di Cremona per interventi sulle provinciali 415, la Paullese, e 85 a Gussola, con lavori previsti nel 2026.

Il collega del Pd Matteo Piloni ha scritto all’assessora alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi. Lo ha fatto in riferimento alla situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni sull’ex provinciale uno, nel tratto di circa otto chilometri tra Rivolta d’Adda e Spino d’Adda. Declassato a comunale, si presenta molto ammalorato. Di recente, l’amministrazione spinese ha previsto un impegno di 120mila euro per lavori urgenti su 1,8 chilometri.

«Il tratto in questione costituisce un asse viario strategico di connessione tra le province di Bergamo, Cremona e Lodi, con rilevanti implicazioni per la mobilità e l’accessibilità territoriale» – sottolinea Piloni –: è quotidianamente percorso da linee di trasporto pubblico che collegano i Comuni di Treviglio, Rivolta d’Adda, Spino d’Adda, Boffalora d’Adda e Lodi, svolgendo un ruolo fondamentale per la mobilità scolastica, lavorativa e residenziale. Inoltre, è interessato da un flusso consistente di mezzi pesanti e veicoli commerciali a servizio degli insediamenti produttivi e agricoli presenti sul territorio, con livelli di traffico non coerenti con la classificazione comunale.

«Rappresenta anche un nodo di collegamento diretto strategico tra due arterie primarie – la Rivoltana e la Paullese – garantendo la continuità funzionale all’interno del reticolo viario regionale. Va considerato inoltre che, percorrendo l’ex sp uno, la distanza tra Rivolta d’Adda e Spino d’Adda è di otto chilometri, mentre un itinerario alternativo tramite le provinciali 90 e Bergamina, transitando dalla frazione di Nosadello di Pandino, è di 11 chilometri ed è già sovraccaricato e soggetto a frequenti incidenti. Tutto ciò comporta un’intensa percorrenza di veicoli e una necessità manutentiva difficilmente gestibile dai singoli enti comunali». Piloni ha chiesto a Terzi la disponibilità ad un incontro a breve con l’amministrazione comunale di Spino per affrontare il problema.

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