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CASTELVETRO PIACENTINO

Vandala seriale identificata

Venti auto danneggiate, furgone in fiamme e tensostruttura squarciata. Le autorità hanno individuato la responsabile, una donna di mezza età che vive in paese, sollevando interrogativi sulle motivazioni alla base dei gesti

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

19 Febbraio 2026 - 05:20

Vandala seriale identificata

L’immagine del furgone dato alle fiamme a metà novembre

CASTELVETRO PIACENTINO - Un’escalation di atti vandalici che, solo per un soffio, non ha avuto conseguenze sulle persone: la firma era la stessa. A chiudere il cerchio attorno ai misteriosi episodi avvenuti alla fine del 2025 sono state le indagini della Polizia locale, poi affidate ai carabinieri per l’invio degli atti in Procura. La presunta colpevole sarebbe una donna di mezza età, sulla quale pendono anche una ventina di querele di parte presentate dai proprietari di altrettante auto danneggiate.

fuoco

Partiamo dal fondo: a metà novembre un furgone della ditta Elior, gestore della mensa scolastica comunale, ha preso fuoco tra via Kennedy e via Alighieri. Fortunatamente il personale dell’azienda, che si trovava nelle vicinanze, non è rimasto ferito. Quello che all’inizio era stato derubricato a cortocircuito, si è rivelato invece essere un incendio di natura dolosa. L’ultimo atto, si è scoperto poi, della vandala seriale che già da alcune settimane stava agendo in zona. Con atti sempre più preoccupanti. Una ventina, appunto, le carrozzerie di auto che in orari e giorni diversi sono state pesantemente rigate tra via Kennedy e via Soldati. Nel mirino sono finiti anche insegnanti del polo scolastico. Un’anziana del paese, poco dopo avere fatto riparare la vettura, l’ha trovata con nuovi danni. Abbastanza per creare scompiglio (e rabbia) in un intero quartiere. Nel frattempo sempre nella stessa zona ignoti hanno tagliato la tensostruttura del campo sportivo, con danni a carico del Comune.

Già dopo avere raccolto le prime segnalazioni e denunce, gli agenti della Polizia locale hanno avviato gli accertamenti avvalendosi delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del paese. I sospetti sono caduti su una donna. Anche attraverso appostamenti sono stati monitorati i suoi movimenti negli orari compatibili con gli episodi e alla fine, con l’aiuto di alcune testimonianze e grazie all’episodio cruciale del furgone dato alle fiamme, le indagini sono arrivate alla svolta. «L’attività, in sinergia con i carabinieri – spiegano gli agenti –, si è rivelata molto preziosa e ha contribuito in modo decisivo alla cessazione di questa condotta».

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