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Polizia locale e servizi sociali migrano

La minoranza incalza: «Siete sicuri?». Il sindaco replica: «Nulla è stato deciso»

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

16 Febbraio 2026 - 12:19

Polizia locale e servizi sociali migrano

CASTELLEONE - «Non si può pensare di spostare assistenti sociali e Polizia locale senza sapere se gli spazi sono adeguati, quanto costa e che fine fanno le sedi attuali». La minoranza va all’attacco con Vincenzo Milanesi.

La risposta del sindaco Federico Marchesi arriva netta e, almeno per ora, raffredda il caso: «Non c’è alcuna decisione definitiva, siamo in una fase preliminare che dovrà passare dal confronto con i sindacati e dalla valutazione organizzativa interna. Stanno strumentalizzando».

Il trasferimento degli uffici in via Rodiani, negli spazi oggi occupati da Asm, diventa così terreno di scontro politico ma su un progetto che, nei fatti, non è ancora stato approvato. L’interrogazione del gruppo di centrodestra ha acceso i riflettori su una scelta ritenuta troppo affrettata, chiedendo chiarimenti su idoneità dei locali, accessibilità per l’utenza fragile dei servizi sociali, costi dell’operazione e destinazione degli immobili che verrebbero lasciati liberi. Un pacchetto di domande che punta al cuore dell’organizzazione comunale e della gestione del patrimonio.

Dal canto suo il primo cittadino ridimensiona la portata della polemica e riporta il tema su un piano tecnico. L’indicazione contenuta negli atti, spiega, è una delle ipotesi allo studio per razionalizzare gli spazi e migliorare la funzionalità degli uffici, ma non esiste alcun progetto esecutivo né un cronoprogramma. Prima di qualsiasi scelta dovranno essere affrontati i passaggi obbligati legati alla contrattazione decentrata e alla ridefinizione degli assetti interni. In altre parole, la partita è tutta aperta.

Resta però il nodo politico sollevato dalla minoranza. Milanesi insiste sulla necessità di capire perché si dovrebbe abbandonare la sede dei servizi sociali, realizzata poco più di quindici anni fa, e quale sarebbe il vantaggio per cittadini e dipendenti. Sullo sfondo c’è anche il tema delle risorse: senza un quadro economico chiaro, sostiene l’opposizione, è impossibile valutare la convenienza dell’operazione.

Il confronto, quindi, più che chiudersi si sposta su un altro livello. Non più lo scontro su una decisione già presa, ma su una scelta ancora da costruire. Con un elemento che resta centrale: la riorganizzazione degli spazi comunali e dei servizi al pubblico, che tocca direttamente il funzionamento della macchina amministrativa e il rapporto con i cittadini.

Per ora, comunque, l’unica certezza è che non ci sono traslochi imminenti. Ma il tema è destinato a tornare sul tavolo politico.

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