L'ANALISI
16 Febbraio 2026 - 05:15
CREMONA - «Dio risveglia ogni giorno il sole e ci dona la speranza della vita in ogni bambino, in ogni briciola di esistenza, negli occhi di ogni ragazzo». È con un forte richiamo all’unità della Chiesa che, nella mattinata di ieri, nella chiesa di San Giorgio in San Pietro al Po, a Cremona, il vescovo Antonio Napolioni ha conferito l’ordinazione diaconale a Patrick Komivi Fangbemi.
Lo ha fatto a nome del vescovo Moïse Touho di Atakpamé, diocesi togolese a cui appartiene il giovane seminarista classe 1996, che da un paio d’anni è ospitato nel Seminario di Cremona per il completamento degli studi teologici in vista dell’ordinazione presbiterale. Lo racconta il sito della Diocesi. Attorno a Patrick si sono stretti sacerdoti (anche originari del Togo e in servizio in Italia ed Europa), religiose (in particolare le suore togolesi che operano in diocesi) e laici (soprattutto dell’unità pastorale S. Omobono, dove in questo anno pastorale Patrick sta prestando servizio).

«Pensiamo certamente ai tuoi familiari, alla tua Chiesa di Atakpamé, al vescovo Moïse, che io rappresento volentieri in questa consegna del dono di Dio», ha detto Napolioni all’inizio della celebrazione, che è stata trasmessa in diretta streaming perché anche i famigliari dell’ordinando e l’intera Chiesa di Atakpamé potesse unirsi spiritualmente alla messa di ordinazione in una giornata che ha sottolineato la comunione universale della Chiesa e il legame fraterno tra le due Diocesi, come proprio il vescovo Moïse aveva sperimentato compiendo in gioventù gli studi teologici a Cremona.
Con un’immagine efficace, il vescovo Napolioni ha voluto anche richiamare il significato del luogo scelto per l’ordinazione: una chiesa intitolata a san Pietro, segno dell’universalità della Chiesa, e per la prossimità al fiume Po come simbolico «avvicinarsi» all’Africa. «L’Africa è vicina, il mondo è piccolo», ha osservato Napolioni, evidenziando come lo scambio tra le Chiese sia occasione di crescita nella fiducia e nella gratitudine, dentro il grande disegno di Dio, «un banchetto per tutti i popoli, dove le differenze non sono motivo di ostilità, ma di gioia».

La celebrazione è stata vissuta insieme alla comunità del Seminario (seminaristi, diaconi e formatori) e ai diaconi permanenti diocesani. Ad accompagnare il giovane seminarista togolese è stato il parroco dell’unità pastorale S. Omobono (Cattedrale, S. Imerio, S. Pietro al Po), don Gianpaolo Maccagni, presente alla celebrazione insieme a diversi sacerdoti diocesani e in particolare ai confratelli in servizio nelle tre parrocchie: il vicario don Stefano Montagna e i collaboratori don Mauro Felizietti, mons. Amedeo Ferrari e mons. Carlo Rodolfi, oltre al diacono permanente Franco Margini. Parrocchie dove nei prossimi mesi Patrick «potrà essere ancora di più un segno profondo e autentico dell’amore di Dio per noi», ha precisato il vescovo. Napolioni ha ricordato a Patrick che il Diaconato significa mettersi accanto agli ultimi e vivere la carità in ogni gesto.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris