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GIORNATA MONDIALE

Messa per i malati con il vescovo

Cerimonia presso l'area di cura mentale dell'Asst in via Belgiardino. Preoccupa il costante aumento di persone che soffrono di ansia e depressione fra i quali molti adolescenti

Gianpiero Goffi

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redazione@cremonaonline.it

14 Febbraio 2026 - 18:54

Messa per i malati con il vescovo

CREMONA - La XXXIV Giornata mondiale del malato è stata celebrata nel pomeriggio di oggi, sabato 14 febbraio, a pochi giorni dalla memoria della Madonna di Lourdes (11 febbraio), presso il Centro psicosociale dell'Asst di via Belgiardino. Presenti, oltre a diversi malati, familiari e a coloro che li assistono, dirigenti sanitari e della Croce Rossa, medici e volontari.

La Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, è stata concelebrata da don Davide Barili (vicario episcopale e parroco di San Sebastiano), don Matteo Bottesini (segretario vescovile), don William Dalè (vicario di San Sebastiano) e dal responsabile diocesano della pastorale della salute don Maurizio Lucini, nonché assistente spirituale dell'Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) di CremonaHa introdotto la liturgia la recita del Rosario, animata da Tiziano Guarneri, presidente e dalle infermiere di Unitalsi.

L'importanza della preghiera e dell'impegno per i malati è stata sottolineata dal vescovo durante la celebrazione, in particolare nell'omelia.

"Puntuale", in proposito, ha detto monsignor Napolioni, riferendosi soprattutto alla salute mentale, il Vangelo domenicale che comanda di «non usare le etichette: quello è matto, quello è stupido».

Gesù va oltre la legge mosaica. Certo la legge è necessaria per vivere in una società, ma non basta per limitare grandi danni e per far crescere.

Gesù ci rende capaci di crescere nella sensibilità verso chi soffre, dunque nella tenerezza e nella vicinanza.

«Non sempre – ha riconosciuto – lo abbiamo ascoltato. In passato quelle persone venivano emarginate, ci si vergognava di loro. Siamo cresciuti, ma non basta, occorre farsi educare ancora».

Il presule ha osservato che i parenti di Gesù – è scritto nel Vangelo - a un certo punto lo consideravano pazzo, «fuori di sé». Sì, ha spiegato, «pazzo d'amore e perciò infinitamente creativo». In gioco ci sono la libertà umana e le sue scelte fra il bene e il male, dunque una libertà che Dio vuole educare. Riferendosi all'attività del Centro psicosociale, ha evidenziato come, attraverso operatori e volontari, che ha ringraziato, la libertà si faccia accompagnamento e testimonianza. Ha concluso affidando, nella preghiera, i malati alla Madonna, ricordando anche come nei santuari si impari «la forza dei malati, coccolati da Dio e perciò capaci di dimenticare le sofferenze», e auspicando una società nella quale vi siano «meno emarginazioni, meno solitudini, meno disperazione».

Al termine della celebrazione, è intervenuto il direttore generale di Asst Ezio Belleri ringraziando monsignor Napolioni, quanti hanno collaborato all'organizzazione dell'appuntamento, per la prima volta nella struttura di via Belgiardino, e tutti coloro che, a diverso titolo, in essa lavorano.

Si è poi soffermato sul «costante aumento di persone che soffrono di ansia, depressione, problemi mentali, tra i quali moltissimi adolescenti» (soprattutto dopo la pandemia) con le difficoltà per le famiglie che tali situazioni comportano.

Il Centro psicosociale si pone come «luogo di riabilitazione e di quotidianità condivisa» che offre un percorso di speranza e di ritorno ad una almeno parziale autonomia delle persone. Infine, dal vescovo, la benedizione che – ha detto - «è il più potente antidepressivo, preventivo e terapeutico».

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