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NELLE AULE DI GIUSTIZIA

Tentata rapina in tabaccheria: a processo una trentenne

Sentita in aula la vittima, il titolare Raffani prima raggirato e poi investito con l'auto

Francesco Gottardi

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fgottardi@cremonaonline.it

13 Febbraio 2026 - 17:04

Tentata rapina in tabaccheria. A processo una trentenne

SORESINA - Un pomeriggio di ordinaria amministrazione trasformato in un incubo, con un tentativo di truffa, una rapina e una fuga rocambolesca che è costata la frattura della caviglia al titolare.

Si è tenuta oggi, 13 febbraio 2026, l’udienza davanti al giudice per il caso che ha scosso la tranquilla tabaccheria di Soresina il tre novembre 2023. Il proprietario Riccardo Raffani, 44 anni, costituitosi parte civile con l’avvocato Mario Baroni, ha fornito la sua dettagliata ricostruzione, ascoltata in aula insieme alle testimonianze di un cliente e di un agente della polizia stradale. Tutto inizia nel tardo pomeriggio quando una giovane donna, descritta «sui trent'anni, capelli neri», varca la soglia del negozio. «Ero in tabaccheria con i miei genitori che mi danno una mano nella gestione. La donna è stata servita da mia madre – ha esordito il tabaccaio nella sua deposizione –. Ha detto che doveva pagare una bolletta, ma poi ho visto che era un bollettino per una multa. Voleva pagare in contanti», ha raccontato. Ma subito dopo, ecco il primo campanello d’allarme. «Quando mia madre ha battuto il pagamento sul monitor della tabaccheria lei ha tirato fuori un’altra bolletta, un foglio strano. Mia madre è venuta da me per chiedermi cosa fosse: non era un bollettino di pagamento».

A questo punto, la conversazione prende una piega inaspettata. Al sollecito dei proprietari a versare gli oltre 300 euro dovuti in contanti la donna ha accusato la madre del tabaccaio di averle sottratto il portafoglio. «Ma io ho le telecamere in negozio. Il portafoglio non è mai stato tirato fuori dalla sua borsetta. Gliel'ho fatto vedere e allora ha cambiato subito versione: ‘allora l’avrò lasciato a casa’», ha ricordato l’uomo. Archiviata la finta accusa, si torna al pagamento. «A quel punto mi ha dato un bancomat che non era un classico bancomat, era la tesserina di un deposito postale. Non funziona per i pagamenti», ha spiegato.

È in quel momento che la vittima capisce di essere di fronte a un potenziale raggiro. «Ho capito che voleva fregarmi. Le ho detto che l'avrei accompagnata io al bancomat, che è a soli 150 metri, alle Poste». La proposta innesca la reazione della donna. «Ha iniziato una discussione, si è risentita, non voleva assolutamente che andassi con lei». La tensione sale e il tabaccaio minaccia di chiamare i carabinieri, scattando anche una foto alla targa dell'auto della donna. A quel punto, la situazione degenera. «Mi ha strappato il telefono di mano e ha cancellato la foto», ha raccontato, spiegando di essere poi riuscito a recuperare l'immagine. «L’ha tenuto in mano lei. Io ho provato a riprenderlo, mi diceva 'che fai, mi metti le mani addosso?', ma a me interessava che mi aveva rubato il telefono».

Nel disperato tentativo di bloccare la fuga, il negoziante si pone davanti alla vettura. «Mi sono aggrappato al cofano per non farla andare via, ma lei ha messo la prima ed è scappata. Io sono stato disarcionato e nella caduta mi sono fratturato la caviglia». Una caduta violenta, testimoniata da un cliente presente all'epoca dei fatti e sentito ieri in aula: «Ero nei paraggi, vicino alla farmacia, e ho visto il tabaccaio sbalzato da un'utilitaria che partiva di scatto. È stato un attimo, una scena terribile». La fuga e l'infortunio hanno fatto scattare un doppio intervento delle forze dell'ordine. «Sono stato operato quattro giorni dopo il fatto. Sto ancora andando dal fisioterapista», ha concluso amareggiato il tabaccaio.
La sera stessa, la dinamica ha fatto classificare l'accaduto come un incidente stradale, portando all'intervento della polizia stradale, che ha subito avviato le indagini, «acquisendo le immagini di tutte le telecamere della zona», come riferito dall’operante sentito in udienza.

Nella ricostruzione dei fatti è poi subentrata l'accusa di truffa Il processo, in cui l'imputata è difesa d'ufficio dall’avvocato Alberto Zucchetti che non è mai riuscito a mettersi in contatto con la sua assistita, è stato rinviato per la discussione. La prossima udienza è stata fissata per il 10 aprile. «Spero che per allora l'imputata si faccia sentire» chiosa l’avvocato Zucchetti.

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