L'ANALISI
12 Febbraio 2026 - 10:49
Il magistrato Ettore Preioni
CREMONA - Nella campagna-battaglia referendaria sulla separazione delle carriere tra pm e giudici, insieme a Carlo Maria Grillo, ex procuratore, presidente del Tribunale di Cremona e della Corte d'appello di Trento, Tito Preioni è tra i 50 magistrati che hanno aderito alla lista apertamente a favore del sì. Piemontese di nascita (i natali glieli ha dati Domodossola), Preioni ha cominciato la carriera in magistratura nel 1983 a Soresina, da pretore mandamentale, e l'ha chiusa in Corte d'appello a Milano, passando per il Tribunale di Lodi, presidente di sezione per 7 anni.
Ma è Cremona la città dove il magistrato ha svolto principalmente la sua carriera: quasi 30 anni, la maggior parte dei quali dedicati al settore civile. Il nome di Preioni è legato a diversi casi giudiziari che hanno valicato i confini della provincia. Dal metodo Di Bella — la sperimentazione per la cura dei tumori — alla storia di Fidencie, la bimba ruandese di 4 anni contesa dalla famiglia affidataria e dai genitori naturali.
Preioni motiva così la sua adesione alla lista dei magistrati favorevoli al sì: «Si tratta del tentativo di superare le criticità emerse nel funzionamento del Consiglio superiore della magistratura, specie per quanto riguarda il potere di fatto assunto all'interno dell'organo dalle cosiddette correnti, diventate vere e proprie arbitre delle vicende professionali dei magistrati». Con la riforma, prosegue Preioni, «scorgo anche un auspicabile rafforzamento dell'immagine di terzietà della magistratura giudicante e un rafforzamento, allo stesso tempo, della professionalità della magistratura inquirente».
«Personalmente, non vedo reali pericoli per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura nel suo complesso, tutelate pur sempre e comunque dal complessivo assetto costituzionale. Mi rammarica, casomai, il fatto che su questioni così delicate non vi sia stato un reale e costruttivo confronto suscettibile di condurre a soluzioni tecniche condivise, che auspico possano essere trovate in sede attuativa qualora all'esito del referendum sia prevalso lo stimolo riformatore».
Nella lista dei magistrati che si sono apertamente espressi a favore del sì, ci sono i nomi di Ines Marini, ora in pensione, dal 2013 e per quattro anni presidente del Tribunale di Cremona dopo Grillo, successivamente presidente della Corte d'appello di Venezia, e di Clementina Forleo, giudice a Cremona dal 2008 al 2012, ora alla Corte d'appello di Roma.
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