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GUARDIA DI FINANZA

Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, amministratore di una concessionaria ai domiciliari

Gli indagati avrebbero messo in piedi una rete di società per distrarre 2 milioni di euro dalle casse dell’azienda in dissesto, affittato l'immobile generando canoni per oltre 70mila euro e avrebbero omesso il versamento di oltre 3 milioni di euro di imposte e contributi

La Provincia Redazione

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12 Febbraio 2026 - 09:44

Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, amministratore di una concessionaria ai domiciliari

CASALMAGGIORE – La Guardia di Finanza di Cremona ha eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore di fatto di una srl attiva nella compravendita di automobili a Casalmaggiore. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Cremona e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ipotizza a carico di tre persone, tra amministratori di diritto e di fatto, i reati di bancarotta fraudolenta (documentale e patrimoniale) e autoriciclaggio.

Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero messo in piedi una rete di società per distrarre circa 2 milioni di euro dalle casse dell’azienda in dissesto, tramite operazioni finanziarie prive di giustificazione economica. Nel mirino anche un contratto di compravendita ritenuto artefatto che avrebbe consentito la sottrazione dell’immobile sede della concessionaria, trasferito a una società riconducibile agli stessi soggetti. L’immobile sarebbe poi stato affittato a una delle medesime società, generando canoni per oltre 70mila euro, qualificati come profitto dell’autoriciclaggio.

Le Fiamme Gialle contestano inoltre l’occultamento delle scritture contabili e l’omesso versamento di imposte e contributi previdenziali e assistenziali per oltre 3 milioni di euro. Condotte che, reiterate nel tempo, avrebbero portato all’insolvenza della società e a un passivo vicino ai 5 milioni. Il GIP di Cremona ha disposto gli arresti domiciliari per l’amministratore di fatto ed emesso un sequestro preventivo dell’immobile distratto (valore superiore a 300 mila euro), di somme per oltre 1,6 milioni e del profitto dell’autoriciclaggio per più di 70 mila euro.

«La presente attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con la Procura di Cremona, nel contrasto alle attività illecite lesive degli interessi finanziari della collettività», afferma il Tenente Colonnello Alessandro Di Filippo, comandante del Nucleo PEF di Cremona. I fatti sono oggetto di indagine, quindi per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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