L'ANALISI
11 Febbraio 2026 - 16:24
Il palazzo della Provincia
CREMONA - L’Ufficio Statistica della Provincia di Cremona ha pubblicato sul sito istituzionale la decima edizione del Rapporto sugli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) nella provincia di Cremona. Si tratta di una pubblicazione statistica che, attraverso l’analisi di 89 indicatori suddivisi in 11 aree tematiche – salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi – restituisce un quadro articolato del benessere dei cittadini sotto il profilo sociale, ambientale ed economico.
Il Rapporto sugli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) restituisce l'immagine di una provincia con un mercato del lavoro solido, una forte coesione sociale e buoni livelli di sicurezza. Permangono tuttavia alcune criticità, legate all'invecchiamento della popolazione, alla qualità dell'aria e alla necessità di rafforzare il sistema culturale e l'alta formazione. Il Rapporto BES rappresenta uno strumento di supporto fondamentale per la lettura dei cambiamenti in atto e per la programmazione delle politiche pubbliche.
In questo senso si inserisce la riflessione del presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, che sottolinea: «Il Rapporto BES non è solo una fotografia puntuale del presente, ma uno strumento strategico per immaginare e progettare il territorio degli anni a venire. La disponibilità di dati affidabili e comparabili consente di individuare criticità e potenzialità, orientando scelte e politiche pubbliche più consapevoli e aderenti ai reali bisogni delle comunità locali».
La pubblicazione, a cura dell'Ufficio Statistica della Provincia e redatta da Michela Dusi, attraverso l'analisi di 89 indicatori suddivisi in 11 aree tematiche restituisce un quadro articolato del livello di benessere sociale, ambientale ed economico del territorio. Il progetto, realizzato in collaborazione con Cuspi, Upi e Istat, coinvolge 43 enti tra Province e Città metropolitane e consente un confronto strutturato con i dati regionali e nazionali. Il BES si conferma così uno strumento essenziale per orientare le politiche pubbliche e monitorare nel tempo il benessere reale della comunità cremonese.
La provincia di Cremona si estende su 1.770,3 chilometri quadrati e presenta una densità demografica pari a 199,7 abitanti per chilometro quadrato. Il territorio è suddiviso in 113 comuni, di cui ben 100 sotto i 5.000 abitanti: i piccoli comuni rappresentano l’88,5% del totale e ospitano il 45,4% della popolazione residente, delineando una realtà fortemente policentrica e radicata nelle comunità locali.
«Nell’anno 2024, il tasso di incremento demografico totale ogni mille abitanti è pari a 2,9 e l’incremento naturale ogni 1.000 abitanti è stato del -5,5. L’incidenza della popolazione residente per fascia d’età è caratterizzata dal 11,8% di giovani tra 0 e 14 anni, dal 62,7% di persone in età tra 15 e 64 anni e dal 25,6% di anziani con 65 anni e oltre — si legge nelle note che descrivono l’andamento demografico —. Sempre nell’anno 2024, il tasso di incremento migratorio totale ogni 1.000 abitanti si attesta a 8,4. Al 1 gennaio 2025 l’età media è pari a 47,3 mentre il tasso di fecondità nel 2024 ha un valore di 1,23».
«La struttura del sistema produttivo del territorio è sinteticamente descritta attraverso il tasso di occupazione per settore: il tasso di occupati in agricoltura, silvicoltura e pesca è del 5,7%, in industria del 33,0% e nei servizi del 61,3%. L’incidenza delle iscrizioni di nuove imprese rispetto allo stock delle imprese attive, il tasso di natalità delle imprese, nella provincia è pari a 5,8% e le imprese a prevalente conduzione femminile sono il 20,9% del complesso delle imprese attive, mentre la percentuale delle imprese giovanili e straniere sul complesso delle imprese registrate sono rispettivamente 8,2 e 12,8», si legge.
A livello nazionale la speranza di vita alla nascita aumenta rispetto al 2023, passando da 83,1 a 83,4 anni (nel dettaglio 85,5 anni per le donne e 81,4 per gli uomini). Anche a livello regionale la speranza di vita aumenta passando da 83,9 a 84,1 anni (86,1 per le donne e 82,2 anni per gli uomini), mentre in provincia di Cremona si assesta sugli stessi valori dell’anno prima, ovvero 83,6 anni (85,5 anni per le donne e 81,9 per gli uomini) — si legge —. Per quanto riguarda la differenza di genere, le donne si confermano in ogni caso più longeve degli uomini di circa 4 anni. La speranza di vita a 65 anni, pari a 21,1 anni è in linea con i dati nazionali e regionali. Uno dei principali indicatori per monitorare lo stato di salute della popolazione è il tasso standardizzato di mortalità.
Il rapporto evidenza come ci si sa lasciati alle spalle i parametri pandemici: «Questo indicatore nel 2020, anno del covid, è risultato molto elevato in provincia di Cremona (127,2 decessi ogni 10.000 abitanti), mentre nel 2022 si è ridotto notevolmente, raggiungendo il valore di 88,7 decessi ogni 10.000 abitanti, dato inferiore a quello nazionale (90,4) ma non regionale (85) — si apprende nelle note analitiche —. Nel 2022 anche il tasso standardizzato di mortalità calcolato sulla popolazione dai 65 anni in poi, pari a 449,5 decessi ogni 10.000 abitanti, è risultato più alto del dato regionale (433,9), ma non nazionale (457,4)».
«Tra le cause di morte, una delle più frequenti è la mortalità per tumore e in provincia di Cremona, purtroppo, nel 2022 il tasso standardizzato di mortalità per tumore (8,1 decessi ogni 10.000 abitanti) ha superato sia i valori nazionali (7,6) che regionali (7,2) — si legge —. Nel dettaglio, il tasso di mortalità per tumore per le donne è risultato pari a 20 decessi ogni 10.000 abitanti e per gli uomini a 32,7 decessi ogni 10.000 abitanti».
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