Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL REPORT

Denaro ‘sporco’: calano le segnalazioni

In provincia sempre meno operazioni sospette (-5,4%), eccezione virtuosa in Lombardia

Claudio Barcellari

Email:

cbarcellari@laprovinciacr.it

09 Febbraio 2026 - 05:10

Denaro ‘sporco’: calano le segnalazioni

CREMONA - Non è detto che la circolazione di denaro sporco in provincia stia diminuendo. Tuttavia, quantomeno in superficie, qualche timido segnale di flessione c’è: gli uffici antiriciclaggio della Banca d’Italia, infatti, hanno notato che negli ultimi due anni in provincia di Cremona le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) sono calate di numero. Secondo i dati divulgati nel report dell’Unità di informazione Finanziaria per l’Italia, all’ombra del Torrazzo le segnalazioni sono state 472, ossia 27 in meno rispetto al 2024 (erano 499 con un calo del 5,4%).

Significativo, peraltro, che la curva vada in una direzione opposta rispetto a ciò che sta accadendo a livello nazionale. Lo scorso anno, infatti, i ‘Quaderni dell’antiriciclaggio’ hanno registrato un’ondata di segnalazioni senza precedenti. «Nel secondo semestre 2025 — si legge nel report — la Uif ha ricevuto 81.232 segnalazioni, il numero più elevato mai registrato in un singolo semestre, con un incremento del 7,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Complessivamente, nell’intero anno le segnalazioni hanno raggiunto quota 162.058, il livello più alto mai conseguito, con una crescita dell’11,5 per cento rispetto all’anno precedente».

In Lombardia non va meglio. le Sos registrate, raccolte ed esaminate dalla Banca d’Italia sono state 31.552, con una netta impennata rispetto alle 27.832 dell’anno precedente (+13,4%). A contribuire alla crescita vertiginosa sono le province più popolose e più ricche della Regione: più della metà delle Sos raccolte dalla Banca d’Italia proviene dalla città metropolitana di Milano (+15,7%), mentre gli aumenti percentuali più significativi si registrano a Monza e Brianza (+35,6%, da 1.400 a 1.899), Lodi (+27,7%, da 267 a 341), Sondrio (+34,9%, da 152 a 205). Poche le province superstiti: oltre a Cremona, le segnalazioni di operazioni sospette sono diminuite solamente a Como (-13%) e Mantova (-3,4%).

È la Banca d’Italia stessa a spiegare l’incremento vertiginoso delle Sos. «Nel secondo semestre — chiarisce il report — è stato determinato principalmente da banche e Poste, che hanno incrementato il proprio contributo del 33,6 per cento, inviando complessivamente 12.323 Sos in più rispetto allo stesso semestre del 2024 (nell’intero 2025 l’incremento del settore bancario è pari al 26,8 per cento sul precedente anno)». Le segnalazioni provengono da diverse fonti: «Per quanto riguarda i segnalanti del comparto non finanziario, spiccano gli operatori attivi nel commercio e nella fabbricazione di oro e preziosi (+1.820 Sos) e i prestatori di servizi per le cripto-attività (+1.408 Sos)». E proprio i servizi cripto hanno registrato una forte impennata: «dalle 514 segnalazioni del secondo semestre 2023 si è passati alle 3.220 del semestre appena concluso».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400