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GIORNO DEL RICORDO

Cremona ricorda le vittime delle foibe e dell’esodo istriano

La celebrazione religiosa si è svolta nella chiesa di Borgo Loreto, con autorità, associazioni d’arma e rappresentanti dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia. Don Vilmo Realini ha ricordato le tragedie del passato e l’accoglienza riservata agli esuli

Gianpiero Goffi

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redazione@cremonaonline.it

08 Febbraio 2026 - 16:52

Cremona ricorda le vittime delle foibe e dell’esodo istriano

CREMONA - Il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell' esodo forzato di istriani, giuliani e dalmati dalle loro terre a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, ha avuto la sua celebrazione religiosa questa mattina nella chiesa di Borgo Loreto.

Presenti autorità (a nome del Comune il consigliere Daniele Bonali, presidente della commissione Bilancio), una delegazione dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Cremona con il proprio labaro, rappresentanze delle associazioni d'arma, con il labaro dell'Istituto Nastro Azzurro e le bandiere dei finanzieri e dei marinai.

foibe

La Messa è stata celebrata dal parroco don Vilmo Realini che, all'omelia, partendo dalle "immagini semplici e suggestive del sale e della luce" proposte dal Vangelo domenicale e dalla testimonianza di amore e di pace alla quale i cristiani sono chiamati, si è soffermato sulle "pagine tragiche della nostra storia" evocate dal Giorno del Ricordo, anche sottolineando l'accoglienza che la nostra città, e in particolare il quartiere di Borgo Loreto – con l'allora parroco don Franco Amigoni - riservarono agli esuli, favorendone l'integrazione; ha inoltre invitato a pregare per i governanti e per coloro che ancora oggi sono costretti a lasciare la loro terra a causa di guerra o di oppressione.

A conclusione della liturgia, Mario Cosulich, appartenente a una famiglia di profughi istriani da Lussinpiccolo, ha letto con emozione la "Preghiera dell'esule" facendo memoria di quanti vennero barbaramente uccisi "per il solo fatto di essere italiani" e chiedendo a Dio la conversione di "malvagi e folli" che, oggi come ieri, fanno male al mondo in cui viviamo.

Infine celebrante, autorità e partecipanti si sono portati, per un omaggio floreale e la benedizione, davanti al dipinto che, a fianco dell'ingresso della chiesa, raffigura i santi patroni di Fiume e delle città dell'Istria e della Dalmazia un tempo appartenenti all'Italia e cedute con il trattato di pace del 1947.

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