L'ANALISI
08 Febbraio 2026 - 12:35
Alcune immagini oggetto di discussione e polemica
CASTELLEONE - Cos'hanno in comune il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri, il compianto Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il Boca Junior, il dream team azzurro dei primi Duemila e Manuel Agnelli degli Afterhours oggi giudice di X-Factor? Quasi niente, per fortuna, se non che (chi l'uno chi l'altro) possono vantarsi di essere stati protagonisti di un reel di Instagram su cui campeggia un 'cuoricino' dal profilo istituzionale del Comune o della Consulta Giovani di Castelleone.
E non ci sarebbe niente di male, in nessun caso. Però la città sotto la Isso ha quasi 10mila abitanti e ognuno di questi ha preferenze diverse. Ed è anche per questo che il 'social-gate' non si è fermato alle chiacchiere da bar o alle discussioni in piazza ma è finito in consiglio comunale, con una mozione ad hoc del centrodestra che chiede di regolamentare l'utilizzo delle pagine. Vincenzo Milanesi (FdI), che si è accorto della gaffe, sgombra subito il campo da sofismi: «Il tema non è nemmeno che squadra tifi chi gestisce le pagine del Comune o quali politici apprezzi. Il punto è che, per correttezza, questi strumenti dovrebbero essere dati a un dipendente pubblico designato e non a figure elette». Il riferimento è a Jacopo Bonaventura e Riccardo Milanesi, consigliere (Turismo) e assessore (Giovani) che cogestiscono la comunicazione insieme a un'azienda privata regolarmente incaricata. L'assessore non nega l'inciampo ma respinge le accuse al mittente: «Sì, c'è stato un errore materiale nella gestione degli account. Ma l'opposizione strumentalizza un tema che non esiste, visto che le credenziali d'accesso sono associate a una mail dell'ente. Il mio utilizzo, come quello di Bonaventura, è in luogo delle nostre deleghe attinenti. In caso di diverso risultato elettorale, se ne occuperebbero altri in futuro. La gestione è assolutamente trasparente. Strano che invece non parlino degli ottimi risultati ottenuti in termini di numeri. Eravamo – al mese scorso – nell'ordine dei 74 post, più i 16 della Consulta, ad altrettanti eventi o iniziative organizzate direttamente dall'ente comunale o in collaborazione con diverse realtà del territorio».
Ma com'è nato tutto e, soprattutto, cosa c'è di davvero importante? Entrambe le risposte sono in realtà semplici e veloci. La questione parte dai bizzarri e variegati gusti espressi dai profili 'ufficiali' dell'ente, palesemente frutto di una disattenzione. In sostanza, chi li gestiva in quel momento non si è accorto di star usando la pagina del Comune o della Consulta e ha usato i social come fossero suoi. Da lì nasce il dilemma, sollevato dall'opposizione. Non è meglio mettere nero su bianco che può usarli una persona sola, designata e neutrale, che se ne assume la responsabilità? La risposta ai voti.
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