L'ANALISI
06 Febbraio 2026 - 09:38
CREMONA - Di sé ha scritto: «Credo, in tutta sincerità, di essere veterinario da sempre. Non saprei dire se per genetica, vocazione o reincarnazione, ma ho sempre avuto la sensazione che questa fosse la mia strada. Veterinari si nasce: ci vuole passione, sì, ma anche una buona dose di pazienza e, in certo casi, un bel po’ di coraggio». Federico Coccìa, natali in Calabria, romano d’adozione, medico veterinario che da sempre si occupa del benessere degli animali, volto noto per la sua partecipazione a molti programmi Rai, domani, 7 febbraio, sarà a Cremona: presenterà il suo ultimo libro ‘Con gli occhi del tuo cane’.
Capire come vede il mondo per amarlo nel modo giusto (Sperling & Kupfer). Appuntamento alle 17 nella sede dell’Associazione Filodrammatica Cremonese, piazza Filodrammatici, 2 (ingresso libero). Ne è presidente l’avvocato Alessandro Zontini, coordinatore dell’evento che ha avuto il patrocinio del Comune di Cremona. Coccìa dialogherà con Francesca Morandi, giornalista del quotidiano La Provincia. Il libro è un viaggio sentimentale.
«Il cane è un animale da branco, socialmente obbligato, perché vive in branco = familiare, perché oggi è parte integrante della famiglia — spiega Coccìa —. Quando s’instaura un rapporto con il proprio cane, e di questo ne sono convinto, s’instaura una storia d’amore, nasce una storia d’amore/amicizia; è, comunque, un rapporto sentimentale, dove c’è un interscambio di sentimenti. Questo porta a far sì che bisogna avere, come in una storia d’amore, rispetto per l’altro individuo». Tutto ruota attorno a «una buona gestione» del cane.
Parola chiave: dialogo. «Se io prendo un cane da guardia, lo metto in un giardino e non lo considero proprio, voglio che faccia la guardia e basta, quel cane potrebbe essere domani pericoloso, perché con quel cane non ho mai avuto un rapporto, non l’ho fatto socializzare al parco con gli altri cani, non me lo porto qualche giorno in giro, non conosce il mondo, non conosce le persone, non conosce gli altri cani. Quel cane, per colpa mia, diventa aggressivo. Il proprio cane non va considerato un essere vivente di serie d della famiglia, ma tanto quanto gli altri familiari. Se partiamo da questo, partiamo bene».
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