L'ANALISI
05 Febbraio 2026 - 15:56
Carlotta Pacioni
CREMONA - Dall’ospedale e dall’ambulanza alle piste delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Otto professionisti della Asst di Cremona, in collaborazione con Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU), sono pronti a entrare in azione nel più grande evento sportivo internazionale in programma, comprese le Paralimpiadi, garantendo assistenza sanitaria ad atleti, staff e pubblico provenienti da ogni parte del mondo.
La squadra sarà composta da un medico, cinque infermieri e due tecnici e autisti soccorritori, impegnati a turni nelle diverse sedi olimpiche. Un contributo fondamentale in un contesto che vedrà la partecipazione di migliaia di atleti e un’affluenza complessiva stimata in circa due milioni di persone.

A rappresentare la Asst di Cremona nella rete sanitaria olimpica saranno il medico di emergenza-urgenza Carlotta Pacioni; le infermiere del pronto soccorso Elisa Dordoni e Clara Ferrari; insieme agli operatori di AREU Lombardia Cristina Pilati, Elisabetta Carletti e Simone Ruggeri (infermieri), e a Simone Cè e Andras Gennari (operatori del soccorso).

La sanità olimpica sarà organizzata come una rete integrata ad alta complessità: grandi ospedali di riferimento, presìdi di primo intervento, mezzi di soccorso avanzati ed elicotteri lavoreranno in sinergia per assicurare risposte rapide ed efficaci in ogni situazione, dalle emergenze sportive a quelle che potranno coinvolgere il pubblico.
Un sentimento condiviso dalla squadra sanitaria olimpica cremonese è quello della crescita professionale.
«È un’esperienza nuova che ti arricchisce molto, soprattutto per il confronto quotidiano con professionisti che arrivano da realtà e percorsi diversissimi», racconta Elisa Dordoni. «È un’occasione che capita poche volte nella vita e che ti mette alla prova, facendoti crescere anche sul piano personale», conclude Cristina Pilati.
«È la mia prima esperienza in un evento di queste dimensioni e importanza. Mi ha colpito subito il clima che si respira: un ambiente dinamico, con professionisti preparatissimi che lavorano per uno stesso obiettivo», spiega Andras Gennari, impegnato nell’organizzazione del sistema di soccorso presso l’Arena di Santa Giulia, dove si svolgeranno tutte le gare di hockey. «Il coordinamento è fondamentale: dalla sicurezza alla disposizione dei soccorritori, ogni dettaglio è decisivo».
Per Simone Cè, assegnato all’Ice Skating Arena di Assago, «dal vivo l’energia si sente tutta. Il clima è di festa e rispetto per lo sport e per gli atleti. Anche facendo il nostro lavoro, senti di far parte di qualcosa di speciale».
«Abbiamo seguito corsi specifici sulle emergenze su ghiaccio e partecipato agli allenamenti pre-evento. Intervenire in queste condizioni è molto diverso dal lavoro che facciamo tutti i giorni», racconta Carlotta Pacioni. Anche Elisabetta Carletti sottolinea l’importanza dell’addestramento: «Abbiamo imparato come muoverci in sicurezza e come intervenire in pista con i ramponcini».
«Dai giorni di formazione ho capito che il soccorso in contesti come questi richiede un’attenzione continua, rapidità e una preparazione specifica. Bisogna sapere sempre cosa fare e quando farlo», conclude Simone Ruggeri.
Per Clara Ferrari, infine, questa esperienza sta svelando una complessità inaspettata e professionalmente arricchente: «C’è una rete organizzativa enorme, che da fuori uno non immagina. Io sarò a Livigno, nella medical station dedicata agli atleti per freestyle, snowboard e big air. Sono contenta di poter far parte di tutto questo».
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