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Illuminazione carente, il centrodestra: «Non guasti ma scelte di programmazione sbagliate»

Interrogazione a sindaco e giunta sui tratti scarsamente illuminati: «Non è accettabile che i cittadini debbano convivere con situazioni poco chiare senza sapere chi decide e perché»

La Provincia Redazione

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04 Febbraio 2026 - 10:30

Virgilio e Portesani a confronto: il nodo sicurezza

Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami

CREMONA - Dopo le numerose segnalazioni di tratti cittadini insufficientemente illuminati nelle ore serali, la lista civica ‘Novità a Cremona’ ha depositato un interrogazione per chiedere al sindaco e alla giunta comunale chiarezza sulle scelte di programmazione dell’illuminazione pubblica e sul ruolo del concessionario.

«In questi giorni – spiega Alessandro Portesani capogruppo di ‘Novità a Cremona’ - si è provato a liquidare il tema dell’illuminazione pubblica come una sequenza di guasti o disservizi occasionali. Ma non è sempre così. In alcuni casi, come in Corso XX Settembre, le criticità segnalate non risultano riconducibili a malfunzionamenti tecnici, bensì a precise scelte di programmazione degli orari di accensione delle luci. Ed è su queste scelte che l’Amministrazione deve rispondere».

«Il servizio di illuminazione pubblica a Cremona è affidato in concessione a Edison Next Government – sottolineano i consiglieri –, ma il Comune mantiene un ruolo centrale di indirizzo e controllo». «La presenza di un concessionario non esonera la Giunta dalle proprie responsabilità politiche e amministrative - prosegue Portesani -. Vogliamo sapere chi definisce i criteri di programmazione, con quali parametri e se esistono standard minimi di servizio realmente adeguati al contesto urbano».

Sulla stessa linea Beltrami, che evidenzia come il problema non possa essere derubricato a questione tecnica. «L’illuminazione pubblica è un servizio essenziale, non una variabile secondaria. Quando intere vie risultano scarsamente illuminate in determinate fasce orarie, il tema non è il singolo lampione spento, ma la coerenza delle scelte fatte a monte. È legittimo chiedersi se la programmazione attuale tenga davvero conto delle esigenze di sicurezza e di vivibilità della città».

L’interrogazione chiede inoltre di distinguere con chiarezza tra criticità dovute a guasti e quelle derivanti da scelte programmatorie. «Se il problema è un guasto, si interviene. Se invece è una scelta, allora va spiegata e, se necessario, corretta - aggiunge Beltrami -. Non è accettabile che i cittadini debbano convivere con situazioni poco chiare senza sapere chi decide e perché. L’illuminazione pubblica incide direttamente sulla sicurezza urbana e sulla qualità della vita. Pretendere trasparenza su questi temi è un dovere verso i cittadini, non un’opzione politica».

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