L'ANALISI
27 Gennaio 2026 - 05:30
Riccardo Crotti e Cesare Soldi insieme ai vertici di Ats Val Padana Anna Marinella Firmi, Adriano Isernia, Emanuela Anghinoni, Laura Rubagotti, Enea Antoniazzi, Cristina Somenzi e Cecilia Donzelli
CREMONA - Prevenzione a 360 gradi, 24 ore al giorno, con investimenti coraggiosi e un notevole dispiegamento di forze. Si presenta come una rete capillare e strutturata quella intessuta negli anni da Ats Val Padana, che ha messo a terra strategie integrate a tutela della salute del cittadino. L’approccio è quello del modello ‘one health’: ovvero, si direbbe, del benessere a tutto tondo, dall’aria che si respira, al cibo che si mangia, alle infezioni virali e batteriche.
Questa la veduta panoramica del passato e del futuro dell’attività di Ats sul territorio, attorno alla quale si è svolto il forum nella redazione del quotidiano La Provincia di Cremona e Crema: in un confronto aperto, la ‘squadra’ del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats Val Padana, capitanata dalla direttrice Anna Marinella Firmi , è entrata nei dettagli dei risultati raggiunti e delle sfide future. Presenti al forum anche il presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Cesare Soldi, e il past president di Confagricoltura Lombardia, Riccardo Crotti.

LA MISSION DI ATS VAL PADANA
«Un solo fine accomuna tutti noi — questa la premessa di Firmi —: dare risposte mirate e tempestive al cittadino, che ha fiducia nelle istituzioni e chiede, in primo luogo, la tutela della propria salute. Il nostro mandato viene dal Ministero della Salute: siamo in prima linea, al netto delle sfide che fronteggiamo sul territorio cremonese e mantovano, per garantire un servizio di qualità, affidabile ed efficace agli utenti».
IL FRONTE MALATTIE INFETTIVE
Il primo fronte della prevenzione è quello delle infezioni virali e batteriche. L’obiettivo è quello di raccogliere le segnalazioni e spegnere i focolai. «A Cremona, al 31 dicembre 2025, sono stati registrati 11 casi di arbovirosi, 2 da febbre dengue, 146 di scabbia — ha precisato Cecilia Donzelli, direttore della struttura complessa di Medicina preventiva nelle comunità —. Le segnalazioni arrivano dai medici di medicina generale, che hanno l’obbligo di trasmettere all’Ats la comunicazione dell’avvenuta infezione. Il nostro Dipartimento interviene poi identificando i fattori di rischio e la fonte dell’infezione, ricercando i contatti, sorvegliando i nuovi casi e organizzando interventi di natura ambientale, sia in famiglia che in ambienti collettivi». Al lavoro nella struttura complessa c’è un’equipe di 4 medici e 18 assistenti sanitari, «operativi 24 ore al giorno tutti i giorni della settimana».
LA SALUTE DELL’AMBIENTE
Ma non tutte le minacce per la salute sono lampanti all’occhio del cittadino. «Ats si occupa anche dell’igiene nei locali pubblici — ha chiarito Enea Antoniazzi, direttore della struttura complessa igiene e sanità pubblica, salute e ambiente —. Il focus è, in particolare, sulle malattie come arbovirosi e legionellosi. Interveniamo campionando l’area coinvolta e, nel caso in cui si renda necessaria la disinfezione, trasmettendo la notifica al Comune di riferimento. Quest’anno, abbiamo effettuato oltre 1.000 campionamenti tra Cremona e Mantova. In parallelo, prosegue Antoniazzi, c’è il fronte della salute dell’ambiente: in particolare, «qualità dell’aria, delle acque e dei terreni. Il nostro ruolo è legato, in particolar modo, alla sorveglianza dei siti inquinati e contaminati. Stiamo partecipando ad un progetto nazionale per la valutazione degli aspetti sanitari ed epidemiologici dei cittadini che risiedono nelle vicinanze dei siti di interesse».
IGIENE E ALIMENTAZIONE
Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, c’è la struttura complessa igiene, alimenti e nutrizione. «La sicurezza alimentare è normata da regolamenti comunitari — ha premesso la direttrice Cristina Somenzi —. Il nostro dipartimento vigila sul rispetto delle norme nei pubblici esercizi che i cittadini frequentano quotidianamente. In parallelo, monitoriamo il rispetto delle regole nella ristorazione: sia pubblica (bar e ristoranti) che collettiva (le mense), per cui svolgiamo anche una valutazione di tipo nutrizionale». Fanno parte del lavoro della struttura complessa anche «il monitoraggio dell’acqua potabile, svolto in sinergia con Padania Acque», e «l’ispettorato micologico, che entra a pieno regime in particolare nel periodo estivo, con la stagione della raccolta dei funghi. Servizi che restano operativi 24 ore al giorno, per essere sempre pronti ad agire in caso di intossicazione».
TUTELARE LO STILE DI VITA
Ci sono poi i servizi per la popolazione sana. «Abbiamo una serie di progetti di rete — ha spiegato Laura Rubagotti, responsabile promozione salute, prevenzione e fattori di rischio comportamentali — con lo scopo di prevenire le malattie croniche. La chiave? Uno stile di vita sano».
Tanti i focus posti sotto i riflettori: «La nostra attenzione è rivolta alla popolazione giovane e giovanissima, con iniziative di sensibilizzazione contro le dipendenze (fumo, alcol e gioco d’azzardo). Attraverso la nostra rete con le scuole, siamo riusciti ad intercettare 32mila studenti e 3mila docenti, con performance ineguagliate in Regione. Per la popolazione adulta, più difficilmente intercettabile, la promozione avviene direttamente sul posto di lavoro grazie ad una rete a cui hanno aderito finora 275 aziende (39mila lavoratori)».
IL LABORATORIO DI ANALISI
C'è, infine, il laboratorio di prevenzione, diretto da Adriano Isernia. «La nostra struttura supporta dal punto di vista analitico le attività dei diversi servizi del dipartimento» — ha chiarito il direttore. Il laboratorio è inserito all'interno di una rete regionale che comprende tutte le Ats lombarde: un sistema che integra e coordina le capacità analitiche di diversi laboratori, in modo da rispondere alle esigenze dei singoli servizi. Tre le sezioni in cui è strutturato il laboratorio: microbiologia, chimica e biologia molecolare. «Nel 2025 — ha concluso Isernia — abbiamo analizzato più di 2mila campioni su alimenti».
GUERRA AI TUMORI: SCREENING DECISIVI
«Prevenire il cancro è possibile: si risparmia sulla salute, ma anche sul portafogli». Questo il messaggio finale dell’intervento di Emanuela Anghinoni, responsabile della struttura semplice screening di Ats Val Padana, presente al forum in redazione con focus sulla prevenzione. Lo mettono nero su bianco i bilanci sociali dello screening della mammella, del colon retto e della cervice uterina, relativi al periodo 2021-2024.
«Il budget impiegato da Ats Val Padana sulla prevenzione — chiarisce Anghinoni — vale 3 milioni e 800mila euro all'anno. Nel bilancio sociale sono presentati nel dettaglio spese e risultati della capillare attività preventiva svolta sul nostro territorio di competenza. I grafici dimostrano che l’attività ha prodotto ottimi risultati, con un evidente miglioramento della salute della popolazione e un aumento della speranza di vita. In breve: più sono gli screening, più si riduce l’incidenza dei tumori». Il bilancio, spiega Anghinoni, «è stata un’idea di Ats Val Padana. Regione ha raccolto lo spunto, imponendo il bilancio anche alle altre Ats come regola di sistema».
Ats Val Padana continua a promuovere l’attività di screening attraverso una comunicazione stretta con il cittadino. «Abbiamo realizzato volantini ad hoc — continua Anghinoni — che sono muniti di un QR code attraverso cui l’utente può gestire autonomamente la prenotazione del suo screening. Siamo reperibili al numero verde 800 584 850, coperto con cinque linee in contemporanea, attivo per 9mila ore all’anno. Le telefonate che riceve ogni anno viaggiano tra le 72 e le 75mila». Inoltre, precisa Anghinoni, «abbiamo predisposto la traduzione multilingue sui nostri siti, nella logica di raggiungere con la nostra campagna anche la popolazione straniera. Ats Val Padana sta anche lavorando per la modulazione personalizzata dell’offerta di screening per soggetti con disabilità fisica e psichica».
Ultima novità sul fronte della comunicazione: «Un infopoint che abbiamo predisposto all’interno delle Case di comunità». La sensibilizzazione della cittadinanza non è l’unico fronte su cui Ats Val Padana si sta muovendo. C’è anche lo sforzo continuo di efficientare il sistema.
«I programmi di screening di cui disponiamo — chiarisce Anghinoni — sono caratterizzati da un livello altissimo di archiviazione e storicizzazione dei dati, con collegamenti informatici con altri enti. Ciascuno degli utenti, di fatto, ha una cartella di screening personale che costituisce una sorta di fascicolo sanitario ante litteram». I vantaggi sono evidenti: «Ogni specialista chiamato in campo per verificare eventuali situazioni anomale lo fa alla luce dei vecchi programmi di screening effettuati, e ha la possibilità di esprimere punti di vista a ragion veduta».
Inoltre, «l’anno scorso siamo intervenuti anche sul tema dello screening per il tumore alla prostata, che abbiamo esteso anche alla fascia d’età dai 50 anni in su. È prossima a partire anche un’iniziativa di screening legata al tumore ai polmoni per i fumatori».
Tante altre le attività in campo. Fatto sta che, come chiarisce Anghinoni, con queste misure «la Lombardia dimostra ai partner europei di essere a tutti gli effetti un’eccellenza sanitaria a livello comunitario».

«MOBILITATI CONTRO GLI INFORTUNI»
Prevenire gli infortuni sul lavoro, e scongiurare l’insorgere di malattie professionali, anche croniche. Sono due delle molte ‘missioni’ di Ats Val Padana sul territorio, il cui dettaglio è fornito da Anna Marinella Firmi, direttrice della struttura complessa servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. «Il nostro servizio — precisa Firmi — è articolato in tre strutture: quella di Cremona, che comprende anche Crema e Casalmaggiore, quella di Mantova e quella trasversale dedicata all’impiantistica». Nel servizio, spiega Firmi, convergono medici del lavoro, chimici e assistenti sanitari. Due gli ambiti più importanti: prevenzione degli infortuni e prevenzione delle malattie professionali. «Il primo servizio — prosegue Firmi — nasce da una richiesta ministeriale, che è quella di assicurare adeguati livelli di assistenza alle imprese del territorio. In particolare, il nostro focus è sul settore edile e sull’agricoltura, che nei nostri territori costituisce una leva economica notevole: il 50% della produzione lombarda e il 30% di quella italiana». Il mandato del ministero è stato rispettato: «Ci è stato chiesto di effettuare controlli in materia di salute e sicurezza in 1.594 imprese: noi ne abbiamo raggiunte più di 2.262, con oltre 5.330 controlli». Un’attività che coinvolge anche «un impegnativo lavoro di censimento, comprensivo di un’analisi di contesto rivolta a tutte le macrocategorie economiche». C’è poi il fronte delle malattie professionali. Particolarmente ostico, come ammette Firmi. «Siamo gli unici al mondo ad avere esplorato questo settore. Si tratta, al momento, di una sfida vera e propria. L’anno scorso, a fronte dell’attività che abbiamo gestito, abbiamo svolto 345 indagini per infortuni, 44 indagini per malattia professionale e una cinquantina di ricorsi dei lavoratori avversi al giudizio del medico competente. Un capitolo importante della nostra attività preventiva, che ci vede impegnati in progetti unici». Tra cui, ad esempio, quello che mira a raggiungere «i soggetti economici non sono sottoposti ad obbligo di sorveglianza: penso, in particolare, ad alcuni lavoratori autonomi o stagionali, per cui può essere impegnativo sostenere le spese. Questo è il fronte verso cui ci stiamo muovendo».
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