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Lions in campo per Patologia neonatale

Raccolta fondi del Club Torrazzo per l’acquisto di un’unità di terapia intensiva mobile

La Provincia Redazione

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24 Gennaio 2026 - 18:05

Lions in campo per Patologia neonatale

Culle termiche e un momento della conviviale del Lions Club Torrazzo

CREMONA - La patologia neonatale al centro della conviviale del Lions Club Torrazzo. In una serata speciale dedicata alla solidarietà, la presidente Maurella Manfredini ha illustrato l’impegno del Club in una raccolta fondi per l’acquisto di ausili destinati al reparto di Neonatologia dell’ospedale Maggiore di Cremona. Si tratta, in particolare, di un’unità di terapia intensiva mobile neonatale. Alla conviviale hanno partecipato il dottor Claudio Migliori, la dottoressa Daniela Ferrari e, per l’associazione TIN Insieme ODV, Stefano Priori e Sonia Balestriero, che ogni giorno offrono sostegno concreto ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.

«Conosciamo bene le problematiche del reparto di Pediatria», ha esordito Migliori, neo patologo con esperienza trentennale, e da poco primario del reparto Neonatale del Maggiore. Migliori ha poi sottolineato l’importanza di poter garantire a Cremona le cure necessarie ai piccoli nati prematuri, evitando il trasferimento verso altre strutture. «Il sostegno che può arrivare dai cittadini è fondamentale e può aiutarci a superare queste difficoltà, permettendoci di offrire un’assistenza sempre più adeguata».

A fargli eco è stata la dottoressa Ferrari, che segue il reparto dal 2011, evidenziando quanto sia essenziale la vicinanza ai piccoli pazienti che necessitano di cure speciali e continuative, non solo dal punto di vista clinico ma anche umano e relazionale. Priori e Balestriero, dell’associazione TIN Insieme ODV, hanno raccontato con grande commozione i primi, delicatissimi attimi di vita della loro bambina, nata prematura con un peso di soli 700 grammi.

In quei momenti la speranza e la forza dei genitori erano affidate alle macchine che la tenevano in vita: ogni suono, ogni segnale, rappresentava un battito di speranza. Oggi quella bambina è cresciuta, ha 9 anni, ed è la testimonianza concreta di quanto il sostegno, le cure specialistiche e la vicinanza umana possano fare la differenza. Il grande cuore di Cremona continua a battere forte e iniziative come questa, che colgono nel segno, ne sono la riprova.


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