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Fiducia nel futuro e voglia di investire: sono i giovani imprenditori cremonesi

Un’indagine di Confcommercio Lombardia mostra come la nuova generazione punti su investimenti e innovazioni tecnologiche affrontando sfide e opportunità del 2026

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

25 Gennaio 2026 - 05:25

Fiducia nel futuro e voglia di investire: sono i giovani imprenditori cremonesi

CREMONA - I giovani imprenditori del terziario guardano al 2026 appena iniziato con grande fiducia e anche con spirito di iniziativa. A dirlo è l’indagine promossa da Confcommercio Lombardia e dal Gruppo giovani imprenditori, che in regione così come in provincia fotografa aspettative e priorità di una generazione imprenditoriale orientata alla crescita: il 60% prevede di investire nel corso dell'anno, mentre il 25% dichiara che effettuerà nuove assunzioni. Restano centrali, tra le esigenze segnalate, i contributi per la crescita e una burocrazia più leggera. Ma rimane anche la difficoltà incontrata nel reperire personale qualificato.

grafico

L'INDAGINE A CREMONA

Scenario confermato restringendo il campo sulla nostra provincia, dove i giovani imprenditori che hanno risposto al sondaggio mostrano una visione coerente con il contesto regionale: il 59% di essi prevede investimenti nel 2026, principalmente orientati a digitalizzazione, intelligenza artificiale, marketing e promozione; una minoranza del 41% non li ha invece in programma. Sul fronte occupazionale il 18% prevede assunzioni, il 23% non lo esclude, mentre il 59% non prevede nuovi inserimenti. Tra le principali richieste emergono contributi per realizzare investimenti, di nuovo minore burocrazia e accesso al credito. Le dinamiche considerate più rilevanti per il futuro delle imprese, infine, riguardano tecnologie e intelligenza artificiale, seguite dalle dinamiche geopolitiche e da una crescente attenzione al benessere delle persone, in particolare ai temi di conciliazione tra vita e lavoro

garufi

«Dopo un 2025 ritenuto positivo – commenta Davide Garufi, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Lombardia e di Confcommercio Cremona – appare evidente come gli imprenditori più giovani del terziario lombardo abbiano importanti aspettative per il 2026, tanto che una maggioranza prevede investimenti a dimostrazione di determinazione e una diffusa voglia di futuro. Sfide e auspicabili vittorie che accomunano i giovani imprenditori e gli atleti che gareggeranno alle olimpiadi Milano Cortina 2026». Garufi aggiunge che l’intelligenza artificiale sarà senza dubbio protagonista, essendo già entrata nella quotidianità di molte imprese. Restano, invece, i nodi della sburocratizzazione «intesa come maggiore chiarezza nei rapporti con la pubblica amministrazione e non come assenza di regole». Altra criticità è rappresentata appunto dalla ricerca di personale qualificato: «Proprio per rispondere alle esigenze delle imprese e dei giovani, abbiamo firmato un protocollo con l’Ufficio scolastico regionale per contribuire all’orientamento dei più giovani e agevolarne il percorso professionale».

Nelle prossime settimane si terrà l’elezione del nuovo direttivo del Gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Cremona. Il mandato da presidente Garufi, infatti, è in scadenza e si chiude con un bilancio che restituisce l’immagine di una realtà solida, dinamica e fortemente radicata nel territorio. Oltre cento gli associati, espressione di un’imprenditoria nel pieno della propria fase di sviluppo. L’88% di essi ha tra i 25 e i 35 anni; il ricambio generazionale è costante: il 31% è entrato nel gruppo nell’ultimo anno, mentre il 70% vanta un’anzianità associativa superiore all’anno, a testimonianza di un equilibrio tra nuove energie e continuità. Sotto il profilo organizzativo, prevale un modello imprenditoriale agile: il 65% opera come partita Iva individuale, mentre il 35% è costituito in forma societaria. La composizione settoriale evidenzia una forte presenza dei pubblici esercizi, che rappresentano il 42% del gruppo, seguiti dai servizi (22%) e dal commercio (12%), accanto a una crescente diversificazione che coinvolge professioni, benessere, alimentare, immobiliare e innovazione. Il radicamento territoriale è un altro elemento distintivo: il 42% degli associati opera nel capoluogo, ma il gruppo è caratterizzato da una presenza diffusa sull’intera provincia, con una rete capillare che consente di rappresentare anche i centri minori, da Rivolta d’Adda a Casalmaggiore. Un presidio che rafforza dunque la funzione del gruppo come luogo di confronto, networking e partecipazione attiva alla vita associativa. Nel complesso, il mandato di Garufi consegna un gruppo con equilibrio demografico, vocazione alla diversificazione e forte radicamento locale, capace di interpretare le trasformazioni in atto nel terziario e di proporsi come laboratorio di idee, competenze e visione per il futuro dell’imprenditoria cremonese.

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