L'ANALISI
24 Gennaio 2026 - 11:55
Mario Miti, Gian Carlo Corada, Emilio Canzi
MONTICELLI - Contrastò i fascisti già al loro sorgere, emigrato nel 1922 in Francia nel ’36 fu tra i volontari in Spagna che combatterono per la difesa della Repubblica e nel ’42 venne deportato in Germania per essere consegnato alle autorità fasciste, che lo confinarono nell’isola di Ventotene. Inizia così la storia di Emilio Canzi, che tornato libero si unì ai primi resistenti piacentini.
A ripercorrerla è il libro Il comandante anarchico e le sue battaglie nel cuore del ’900, che sarà presentato insieme a documenti e fotografie inediti sulla sua vita e la sua lotta: appuntamento per sabato 31 alle 16 nella sala consiliare della biblioteca di via Moro, ad ingresso libero.
A raccontare Canzi sarà il presidente dell’Anpi di Cremona, Gian Carlo Corada. Con lui Franco Sprega, Christian Donelli e Cristiano Maggi che sono autori della recente pubblicazione sul personaggio. A fare gli onori di casa, invece, la sezione locale Anpi guidata da Mario Miti.
Focus in particolare sul periodo in cui il piacentino Canzi, dopo essere stato catturato dai fascisti nel ’44 e liberato tramite uno scambio di prigionieri, diventò capo del Comando unico provinciale delle formazioni partigiane. Fu soprannominato “comandante anarchico” e di recente è stato Maggi a trovare preziosi documenti che fanno riferimento alla sua vita francese.
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