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LA DROGA DELLA RISATA

Altre bombole abbandonate, lo ‘sballo spray’ a Offanengo

Si riaccende l'allarme dopo la segnalazione in via della Rocca. I residenti ora si interrogano sul potenziale esplosivo del gas

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

19 Gennaio 2026 - 19:00

Altre bombole abbandonate, lo ‘sballo spray’ a Offanengo

Le bombole abbandonate in via della Rocca

OFFANENGO - Due bombole abbandonate sull’asfalto di via della Rocca, a pochi metri dal Museo della civiltà contadina: il segno tangibile di uno sballo usa e getta. Sul fondo nero delle bombole spicca una scritta arancione ormai fin troppo nota nel Cremasco: Exotic Whip. Un nome che, tradotto alla lettera, significa ‘frusta esotica’, e che indica il protossido di azoto. La cosiddetta ‘droga della risata’. Una sostanza che negli ultimi mesi ha conosciuto un’impennata di consumo, soprattutto tra i più giovani: uno spray facilmente reperibile, venduto a prezzi modici e spesso percepito come innocuo.

E proprio per questo diventato una vera e propria piaga sociale. Le due bombole segnalate in pieno centro abitato riaccendono l’allarme. Non solo per ciò che rappresentano dal punto di vista del degrado e del consumo di sostanze, ma anche per il rischio concreto che portano con sé. La domanda che molti si pongono è semplice e inquietante: possono esplodere? La risposta è sì. Anche se apparentemente vuote, le bombole di protossido di azoto possono risultare pericolose.

Il gas è un forte comburente e, se il contenitore viene danneggiato o esposto a fonti di calore, può provocare incendi o esplosioni. Un rischio reale, soprattutto in spazi urbani frequentati, dove basta una scintilla o un urto accidentale per trasformare un rifiuto abbandonato in una minaccia. Il fenomeno continua a ripresentarsi con modalità sempre più evidenti.

Le bombole lasciate in strada sono il simbolo di uno sballo che non si nasconde più, che invade marciapiedi e parcheggi, che arriva fin sotto casa. A Offanengo, come in altri comuni del Cremasco, il problema non è solo sanitario o di ordine pubblico: è culturale. Perché dietro quelle scritte arancioni c’è l’idea pericolosa che ridere per qualche secondo valga il rischio, per sé e per gli altri.

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