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IL BILANCIO DELL'AREU

Il 2025 dei soccorritori: oltre 32mila missioni

Tutti gli interventi nei tempi previsti. Appello di Rizzi: «Scaricate l’app Where Are U»

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

16 Gennaio 2026 - 05:15

Il 2025 dei soccorritori: oltre 32mila missioni

CREMONA - «Non siamo portantini: noi arriviamo nel giro di pochi minuti in tutta la provincia — e anche fuori — e portiamo per primi cure essenziali». Lo rivendica con orgoglio Ugo Rizzi, anestesista rianimatore e responsabile dell’articolazione aziendale territoriale dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) di Cremona.

I numeri dell’attività del 2025 «testimoniano un impegno importante»: 32.283 interventi, quasi 90 al giorno, contro i 31.667 del 2024. Nel 61% dei casi si è trattato di codici gialli, mentre verdi e bianchi (minima gravità) sono stati circa il 29%. Quelli più gravi (rossi) sono stati 3.089, il 9,5%.

Decine di migliaia di missioni per vari motivi e tutte arrivate sul posto in meno dei 20 minuti prescritti dallo standard. «Registriamo i tempi di ogni intervento dalla chiamata di soccorso fino all’arrivo sul posto e al rientro in ospedale. Nel 2025 — spiega Rizzi — abbiamo avuto solo una segnalazione di ritardo e non si trattava di una situazione critica».

Quasi tutti gli interventi (il 90%) sono condotti dal mezzo di soccorso base, l’ambulanza. «A bordo — spiega Rizzi — i volontari delle associazioni che lavorano con noi in convenzione e sotto la nostra gestione. Si tratta di personale qualificato e formato da noi e sul mezzo ci sono anche le dotazioni tecnologiche, come il defibrillatore e l’elettrocardiografo i cui valori vengono letti in sala operativa che, se è il caso, allerta il cardiologo che apre la sala operatoria. In caso di infarto il tempo è cruciale per salvare la vita del paziente».

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E quasi il 70% degli interventi di soccorso sono causati da malori o sono eventi con prevalente patologia medica. Nel 2025 sono stati 22.451. Il dato era molto simile nel 2024: 22.051. Gli incidenti stradali rappresentano invece il 5,8% dei soccorsi con 1.895 interventi. Anche qui non ci sono grandi differenze con il 2024.

Oltre all’ambulanza (mezzo di soccorso base) l’Areu ha a disposizione l’auto medica, che ha a bordo un medico specialista («nel 99% dei casi — spiega Rizzi — un anestesista rianimatore»), un infermiere formato per le emergenze e un autista soccorritore. C’è poi l’auto infermieristica, con un medico, un infermiere formato e con l’abilitazione specifica e in rapporto costante con la sala operativa.

Infine c’è l’elicottero che nel 2025 ha effettuato 182 interventi contro i 177 del 2024. A bordo ci sono uno o due piloti, un tecnico di volo, un membro del Soccorso alpino, un medico e un infermiere specializzati in questo tipo di intervento e continuamente formati. L’elicottero interviene in caso di incidente complesso, ma anche per portare il paziente nel posto più adatto per le cure. Cremona, ad esempio, è meta di atterraggio perché l’ospedale Maggiore è specializzato in traumi maggiori. «Una novità importante — spiega Rizzi — è il progetto ‘Blood on board’ grazie al quale con tutti gli elicotteri siamo in grado di portare sangue ovunque e in caso di choc emorragico negli incidenti una maggiore tempestività può salvare vite.»

Sul territorio provinciale a disposizione dell’Areu ci sono tre automediche (Cremona, Crema, Casalmaggiore), un’auto infermierizzata, 14 ambulanze. 26 medici, 36 infermieri, 23 autisti e 130 soccorritori circa per le ambulanze.

Ma l’Areu non è solo missioni di soccorso. «Effettuiamo — aggiunge Rizzi — la registrazione di tutti i defibrillatori sulla nostra rete. In questo modo la sala operativa, allertata, può vedere qual è quello più vicino e dare indicazioni ai primissimi soccorritori. Ricordo, infatti, che la nuova legge 116 del 2021 che rende obbligatorio il defibrillatore in molti luoghi pubblici, ne ha permesso l’uso anche a chiunque in emergenza, con l’obiettivo di salvare più vite in caso di arresto cardiaco». A novembre i defibrillatori registrati in tutta la Lombardia erano 22.444, di cui 720 in provincia di Cremona. L’appello a chi lodevolmente dona un defibrillatore è di non limitarsi all’installazione, ma di registrarlo sulla rete.

Sempre sul piano della tecnologia, uno strumento molto importante per un soccorso tempestivo è la app Where Are U con la quale è possibile lanciare l’allarme anche senza necessità di parlare e l’app invia automaticamente la posizione all’operatore 112 che sta gestendo l’emergenza. «Con questa app si è risolto il problema dei sordomuti. Inoltre è molto utile in caso di violenza domestica: basta attivarla e l’operatore ascolta quel che succede nella stanza, Inoltre fornisce la posizione in maniera più precisa. I nostri operatori sono comunque formati anche per questo e ricordo il caso di una donna che ha chiamato parlando una pizza. La sala operativa ha capito la reale motivazione e ha inviato i soccorsi».

E poi ancora «autorizziamo l’assistenza sanitaria in tutte le manifestazioni, come ad esempio la Festa del Torrone, un evento molto complesso dal nostro punto di vista. Forniremo personale anche per le Olimpiadi nelle diverse sedi».

Infine, una nota sul numero: quello da chiamare per tutte le emergenze è il 112. Ma chi ancora forma il 118 per il soccorso sanitario oppure il 115 per i Vigili del fuoco non rimane senza aiuto: il sistema gira automaticamente la chiamata alla sala operativa.

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