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IL PROCESSO

«Lui l’ha terrorizzata. Era dimagrita moltissimo»

L’uomo, 31 anni, calabrese, accusato di stalking nei confronti dell’ex. È in carcere

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2026 - 19:04

«Lui l’ha terrorizzata. Era dimagrita tantissimo»

CREMONA - La collega di lavoro e amica: «Mi ha fatto leggere moltissimi messaggi che lui le mandava. Insulti e minacce. ‘T....’, ‘Devi morire’, ‘Sei sbagliata’. Lei era dimagrita moltissimo. Mi ha chiamato più volte piangendo, perché non sapeva gestire la situazione».

La psicologa che l’ha tuttora in cura: «Aveva tutti gli aspetti del trauma, era gravemente traumatizzata, ansia persistente. Lui si presentava random, all’improvviso, in luoghi inaspettati. Il percorso per arrivare a denunciarlo è stato molto tortuoso, perché lei era impaurita».

La guardia giurata in servizio al centro commerciale dove la ragazza lavorava: «Un giorno mi aveva chiesto di essere accompagnata all’esterno, al parcheggio, perché il fidanzato l’aveva minacciata. All’esterno c’era lui. Le ha detto: ‘Ti sei fatta accompagnare da questi due co...’. Gli ho risposto di moderare il linguaggio, la signora è salita sulla sua auto, le abbiamo consigliato di andare alla caserma dei carabinieri e a denunciarlo. Era un po’ agitata e impaurita».

Da oggi, le testimonianze sono finite nel fascicolo del processo per stalking, il reato dal quale deve difendersi l’ex fidanzato di Maria (nome di fantasia, ndr), 26 anni. Lui, di cinque anni più grande, calabrese di nascita, casa e lavoro a Reggio Emilia, è detenuto nel carcere di Piacenza per aver violato la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’imputato ha seguito il processo video collegato dal penitenziario. Il 18 febbraio sarà tradotto nell’aula penale di Cremona per difendersi. Non vede l’ora di dire la sua l’ex fidanzato che Maria aveva conosciuto in discoteca: una relazione durata solo cinque mesi. Secondo la verità di Maria - parte civile con l’avvocato Paolo Sperolini — lui addirittura le mandava «i video del processo a Turetta e rideva. Mi diceva che mi faceva a pezzettini e che non mi avrebbero trovata». E ancora, un «fidanzato ossessionato dalla gelosia», ma anche «un prevaricatore». In due occasioni, l’ex avrebbe alzato le mani sulla ragazza. Una volta in auto, le ha dato una botta in testa. «Era appena tornata da una vacanza a Santo Domingo con una amica. Lui le ha sferrato pugni in testa e l’ha accompagnata al Pronto soccorso», ha detto la collega e amica. Mentre l’amica con cui era stata a Santo Domingo aveva già fatto mettere a verbale la «vacanza da incubo», perché «lui le mandava tantissimi messaggi, di continuo».

Maria: «Io ero veramente sottomessa a tutto quello che voleva, non sceglievo più niente nella mia vita, non avevo più scelta. Mi diceva che veniva da Cutro», facendo sottintendere che quella frase buttata lì avesse un che di minaccioso. Maria era stata isolata da tutti: dalla famiglia e dalle amiche. e ci aveva visto lungo sua madre.

«Io sono una mamma responsabile. A mia figlia ho detto più volte. ‘Ricordati che quella è una relazione malata, una relazione tossica. Non mi è mai piaciuto, da subito, quando l’ho conosciuto a casa mia. Ho detto a mia figlia: ‘È una persona poco per bene, è un delinquente. Non mi è mai piaciuto anche per il suo modo di fare scontroso, non educato, molto altezzoso. Lui si poneva al di sopra’».

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