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TRASPORTO SU ROTAIA: I NODI

Raddoppio ferroviario: «Priorità da sostenere»

In Regione sì bipartisan alla mozione del centrodestra: avanti l’erogazione dei fondi statali. FdI e Lega: «Il miliardo per il secondo lotto è già previsto». Piloni: «Raggiunto l’obiettivo»

Claudio Barcellari

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cbarcellari@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2026 - 05:30

Nuovi treni non prima del 2020

Matteo Piloni, Marcello Ventura e Riccardo Vitari

CREMONA - Cambio di passo sul raddoppio ferroviario Mantova–Cremona–Codogno. Durante la seduta di ieri, il Consiglio regionale ha approvato la mozione presentata dalla maggioranza, con cui si impegna la Giunta a rafforzare l’interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con Rfi, sostenendo la priorità strategica dell’opera e favorendo il completamento degli iter tecnici e amministrativi necessari all’erogazione dei finanziamenti statali nella programmazione nazionale. Parallelamente, la richiesta è quella di garantire un’informazione costante alla Commissione regionale con adeguati aggiornamenti sullo stato dell’arte.

Nel dibattito non è stato trovato l’accordo per un testo unitario e l’opposizione, che aveva presentato una mozione propria, ha optato per ritirarla, per poi approvare quella della maggioranza. Comunque un successo secondo i consiglieri del Pd, che avevano fatto presente l’urgenza di ottenere dal governo i fondi necessari per completare l’opera: più di un miliardo di euro che, secondo il consigliere regionale Matteo Piloni, non sarebbero attualmente previsti. «Il nostro obiettivo – spiega Piloni – era porre con forza la questione e rimarcare l’importanza di quest’opera infrastrutturale, sostenuta da tutto il territorio, e possiamo dire che è stato centrato. Abbiamo dato la disponibilità a condividere un unico testo, ma tant’è. Poco importa. Ora vigileremo perché agli impegni assunti seguano fatti concreti. Il secondo lotto è indispensabile per non lasciare a metà un’opera strategica per pendolari, imprese e per lo sviluppo dei territori di Mantova, Cremona e Lodi».

Soddisfatto il consigliere regionale Marcello Ventura (FdI), che prende le distanze dall’allarme fondi del Pd e chiarisce il senso della mozione approvata in aula: «La prima fase dei lavori — spiega —, relativa al tratto Mantova–Piadena, è già finanziata e compresa nel Contratto di Programma Mit–Rfi, mentre la seconda fase, relativa ai tratti Codogno–Cavatigozzi e Cremona–Piadena, è inserita nella programmazione nazionale come opera di rilievo strategico e prioritaria per il completamento del potenziamento dell’intera linea». Secondo Ventura, non ci sono dubbi sul fatto che i fondi (previsti anche se non ancora erogati) arrivino nel 2026. Il punto è, semmai, sull’iter amministrativo: «Il Governo e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno già chiarito che i finanziamenti necessari per la seconda fase sono previsti e saranno resi disponibili, in coerenza con l’avanzamento degli iter progettuali e autorizzativi, secondo un modello di programmazione che punta a garantire l’effettiva cantierabilità degli interventi e a evitare che risorse significative rimangano inutilizzate».

Sulla stessa linea anche il punto di vista del consigliere regionale Riccardo Vitari (Lega), secondo cui «il raddoppio della tratta Codogno–Cremona–Mantova è un intervento sicuramente utile», ma «la vera questione è un’altra: come realizzare quest’opera in modo serio e ordinato, evitando semplificazioni propagandistiche e, soprattutto, senza scaricare sui territori costi, incertezze e criticità che non competono loro. La direzione corretta non sono interventi isolati, come chiesto dalle opposizioni, ma la realizzazione di infrastrutture che migliorino il funzionamento dell’intero sistema. Opere di questa dimensione si governano con strumenti nazionali, con progetti maturi e con quadri finanziari solidi, non con dichiarazioni di principio scollegate dallo stato reale dell’iter».

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